Anche il mare nell’elenco
Rifiuti spiaggiati da ripulire. Mazzocca: compito dei Comuni
PESCARA. Non ci sono solo le zone montane e collinari. C’è anche il mare nella conta dei danni per il maltempo. Ne è convinto il Sottosegretario alla Presidenza regionale con delega all’Ambiente e Protezione civile Mario Mazzocca che ha inoltrato al presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni e al Capo dipartimento di Protezione Civile Fabrizio Curcio la richiesta di specifiche risorse economiche pari a circa 1,5 milioni di euro per la raccolta di detriti, tronchi che sono stati riversati in mare dai fiumi durante le mareggiate e dopo il maltempo.
Le risorse, chiede Mazzocca, devono essere girate ai Comuni costieri che si ritrovano con gli ingenti quantitativi di rifiuti spiaggiati.
Il Sottosegretario Mazzocca fa leva sui costi straordinari che devono affrontare i Comuni costieri e sul fatto che essi non possiedono risorse specifiche e mezzi per gli interventi di rimozione, selezione, trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti spiaggiati.
E cita l’articolo 184 del Codice dell’Ambiente per ricordare come «i rifiuti spiaggiati su aree demaniali marittime, derivanti anche dall’erosione di vecchie discariche o depositi incontrollati di indifferenziati ubicati in aree contigue agli argini fluviali, abbattuti dalla violenza dei venti e dalla forza erosiva e di trasporto delle acque, sono classificati come «rifiuti urbani».
«Di conseguenza», deduce, «i servizi di pulizia delle aree interessate rientrano tra le competenze dei Comuni. Peraltro, il trasporto di materiali vegetali può essere causa di ostruzioni parziali o totali delle luci dei ponti o di altri manufatti».
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