Anche il sindacato scende in campo

16 Marzo 2020

«Sono ancora troppi gli operatori costretti a lavorare in condizioni che non rispettano gli standard di sicurezza previsti con la conseguente possibile messa a rischio della loro salute e degli...

«Sono ancora troppi gli operatori costretti a lavorare in condizioni che non rispettano gli standard di sicurezza previsti con la conseguente possibile messa a rischio della loro salute e degli stessi utenti». Lo scrive il sindacato della Funzione Pubblica Cgil Abruzzo Molise in una diffida inoltrata ai prefetti di Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo, alla Regione, ai sindaci e ai direttori generali delle quattro Asl ed al commissario straordinario all’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri, nella quale si chiede di far fronte «all’insufficiente/inesistente fornitura di idonei dispositivi di protezione individuale per il personale esposto con differenti modalità al rischio di contagio da Covis-19». La diffida si è resa necessaria, ha spiegato la segretaria generale Paola Puglielli, «a fronte delle continue segnalazioni sulla grave carenza di dispositivi di protezione individuale per gli operatori della sanità abruzzese». È dunque necessario, continua Puglielli, «che gli organi deputati, ognuno per la propria competenza, adottino Linee Guida univoche e cogenti sull’intero territorio regionale, che sia stabilito a monte la non indifferibilità o meno delle diverse prestazioni assistenziali, come pure occorre una azione di controllo sul rispetto di dette indicazioni. In moltissimi casi, altresì, si sta registrando l’assoluta scarsezza di mascherine chirurgiche e addirittura si segnala la consegna al personale di pochissime mascherine da utilizzare per più giorni di seguito, nonostante le stesse siano esclusivamente monouso». (c.s.)