Anche le diocesi offrono posti letto

I vescovi: «Noi mobilitati». E il Villaggio della speranza a Chieti può ospitare 35 rifugiati
L’AQUILA. La macchina della solidarietà in Abruzzo viaggia a tutta forza. In prima linea anche Caritas, parrocchie e istituti religiosi. «Siamo in stretto contatto con Conferenza episcopale italiana, Caritas italiana ed europea, Caritas internazionalis e Caritas Ucraina e seguiamo le loro indicazioni», spiega l’arcivescovo di Lanciano-Ortona, monsignor Emilio Cipollone, «sia come diocesi che come Caritas diocesana stiamo evitando di raccogliere beni di prima necessità e medicinali e ci stiamo concentrando sulla raccolta di fondi in vario modo: attraverso donazioni all’Iban della Caritas indicando la causale Pro Ucraina, tramite una raccolta in tutte le parrocchie che ci sarà domenica 13 marzo, e con la collaborazione dei vari gruppi e associazioni ecclesiali e di molti volontari. La nostra Caritas è in stretto contatto con la Croce rossa locale e con tutte le altre realtà che si stanno muovendo sul territorio». Un grande movimento, quindi, che si è attivato per assicurare a chi è restato in Ucraina e a chi è fermo alle frontiere quello che serve nel quotidiano. «La prima scelta della diocesi è stata quella di chiedere a tutte le nostre comunità di pregare con varie iniziative», sottolinea il vescovo della diocesi di Sulmona, monsignor Michele Fusco, che si è messo a disposizione anche per accogliere i profughi, «il nostro ufficio pastorale della Caritas è in costante contatto con la Caritas Italiana e si è convenuto di sostenere una raccolta fondi da destinare agli interventi umanitari promossi dalle Caritas di Polonia, Slovacchia, Romania, Moldova, Ungheria e Bulgaria, oltre che dalle Caritas in Ucraina. Nella nostra diocesi, dopo aver provveduto a inviare un primo contributo, si è avviata una raccolta fondi che si protrarrà per tutto il tempo di Quaresima, coinvolgendo parrocchie, uffici pastorali, associazioni ecclesiali e tutti coloro che vorranno contribuire a sostenere le iniziative di Caritas italiana». Tante le iniziative promosse dalle diocesi di Pescara, dell’Aquila, di Teramo, ma anche da associazioni e fondazioni. Sono 35 i posti che hanno messo a disposizione le Figlie dell’amore di Gesù e Maria nel “Villaggio della speranza” di Brecciarola a Chieti scalo. Negli 80 ettari a disposizione, sono stati creati tre diversi nuclei abitativi dove sono stati accolti negli anni i terremotati dell’Aquila, i profughi di Haiti, le famiglie bisognose del territorio e gli afgani. «Attualmente il nostro villaggio ospita in una zona le persone che a causa dell’emergenza Covid hanno avuto difficoltà», afferma suor Ada, «poi abbiamo in un’altra zona 48 afgani e una terza è libera. Qualora le autorità competenti ci contattassero, siamo pronte a ospitare anche le famiglie ucraine che scappano dalla guerra. Abbiamo 35 posti a disposizione, ci sono arrivate diverse richieste ma aspettiamo comunicazioni ufficiali dalla prefettura». (e.b.)

