Anche Panariello sta con i 469 cervi

Pescara. La Regione Abruzzo non fa marcia indietro sulla decisione di uccidere 469 cervi, approvata dalla Giunta l’8 agosto scorso. «Una scelta politica che ha tutto il sapore di un regalo alla lobby...
Pescara. La Regione Abruzzo non fa marcia indietro sulla decisione di uccidere 469 cervi, approvata dalla Giunta l’8 agosto scorso. «Una scelta politica che ha tutto il sapore di un regalo alla lobby venatoria, dato che saranno i cacciatori a occuparsi di questa mattanza versando i contributi previsti per ogni animale ucciso agli Atc (Ambiti territoriali di caccia) gestiti dai cacciatori stessi». Alle oltre 97mila firme raccolte finora dal Wwf su Chang.org si affianca una seconda iniziativa portata avanti dalle associazioni Lndc Animal Protection e la Rete dei Santuari di Animali Liberi che hanno lanciato un appello alla cittadinanza per mandare e-mail di protesta alla Regione. Nel giro di pochissimi giorni, oltre 8mila persone hanno fatto sentire la propria voce e scritto all’amministrazione regionale. L’appello è stato raccolto e rilanciato anche da molti personaggi, da Giorgio Panariello e dalla figlia di Sandra Milo, tramite la pagina della compianta diva, all’attrice teramana Elisa D’Eusanio, star di Doc – Nelle tue mani, per citarne solo alcuni.
«Ringraziamo tutti quelli che finora hanno condiviso il nostro appello e hanno scritto al presidente Marsilio, ma la nostra lotta non è ancora finita. Dobbiamo andare avanti e continuare a farci sentire perché questi politici devono prendere atto che la loro decisione va contro la volontà della maggioranza dei cittadini abruzzesi e italiani. Se la Giunta andrà avanti su questa strada», affermano Piera Rosati, presidente Lndc Animal Protection e Sara D’Angelo, portavoce della Rete dei Santuari di Animali Liberi, «sarà di fatto un’ammissione di favoritismo verso la lobby venatoria e di totale disinteresse di quello che invece vogliono i cittadini e, di conseguenza, gli elettori. È una vergogna con cui gli amministratori dovranno fare i conti e che nessuno dimenticherà facilmente. La popolazione di cervi presente in Abruzzo non giustifica una strage di questo tipo e, come abbiamo già fatto presente, si possono trovare soluzioni alternative e più rispettose dell’ambiente, della natura e degli animali. Basta la volontà di farlo», concludono le due animaliste. (c.s.)

