Anche un anno fa botte e minacce
Declerch e Chiarelli il 7 dicembre si sarebbero affrontati in tribunale
POPOLI. Qualche bicchiere di troppo, una lite, l’ennesima fra i due per futili motivi, e le coltellate al volto e alla testa che, in poco tempo, hanno portato alla morte Fulvio Declerch, 53 anni, disoccupato, il cui corpo è stato ritrovato, giovedì mattina, su una carriola da muratore vicino al fiume Pescara in via De Contre. Questo, per gli inquirenti, sarebbe alla base dell’omicidio, per cui da ieri, si trova rinchiuso nel carcere di Vasto, Alessandro Chiarelli, 29 anni, romano ma da tempo residente a Popoli, proprio di fronte alla casa di Declerch, dove si è consumata la tragedia. Ieri un’informativa su quanto accaduto è stata consegnata dai carabinieri della compagnia di Popoli, diretti dal maggiore Giovanni Savini, in Procura. Già oggi potrebbe tenersi l’udienza di convalida. L’autopsia con ogni probabilità sarà effettuata a inizio settimana.
Fra vittima e presunto assassino vi era un rapporto conflittuale, fatto di screzi continui e ogni tanto di riappacificazioni. L’episodio più eclatante un anno fa: al culmine di un litigio, Chiarelli aveva picchiato e minacciato Declerch. Erano intervenuti i carabinieri, ma il 53enne non aveva voluto denunciare. Il procedimento però è andato avanti e il 7 dicembre in tribunale si sarebbe dovuta tenere l’udienza. Ora è da capire se questo fatto possa essere stato motivo, due giorni fa, dell’ennesima discussione sfociata poi nel delitto. Lui, Chiarelli, che ha già precedenti e solo qualche giorno fa era stato arrestato per estorsione e tentata rapina ad una farmacia, nega. Ma ad incastrarlo ci sono gli indumenti sporchi di sangue trovati a casa sua insieme a tracce ematiche e graffi sul volto e alle mani oltre che i pesanti attriti che c’erano già fra i due. Le indagini proseguono adesso anche per capire se possa aver avuto un complice. (a.d.f.)

