Ancora 29mila famiglie senza elettricità

8 Marzo 2015

I tecnici dell’Enel al lavoro per tutta la notte, oggi le interruzioni dovrebbero scendere a 19mila

L'AQUILA. Non è ancora risolta l’emergenza elettrica in Abruzzo. Secondo l’Enel la situazione resta complessa ma in miglioramento. Ieri alle 19 erano circa 29.000 le utenze in tilt, questa mattina dovrebbero scendere a 19.000. clienti ci sarà da attendere la giornata di domani. La rete di distribuzione di Enel, costituita da 12.100 “cabine secondarie” - ossia quei “punti” da cui vengono distribuite le linee a bassa tensione verso le singole utenze - è stata duramente danneggiata dal maltempo, con 130mila linee “offese”. Anche se Enel non ha ancora elaborato una stima dei danni, è realistico pensare che ammontano a milioni di euro. Il lavoro duro quello di ripristino delle utenze interrotte (soltanto nella giornata di ieri i tecnici sono stati impegnati in 300 piani di lavoro), come ha spiegato Eugenio Di Marino, responsabile Enel distribuzione per l'area del centro Italia. L'ingegnere, di origini abruzzesi, ieri mattina era all'Aquila per fare il punto della situazione. «Ci sono stati danni seri sia alla rete di trasmissione nazionale che a quella di distribuzione di tutta la fascia pedemontana che va sotto al Gran Sasso e alla Majella», ha spiegato, «ci sono stati sovraccarichi di neve sopra tralicci e cavi, con manicotti di ghiaccio e fortissimo vento che hanno spezzato conduttori e sostegni, coinvolgendo per lo più i paesi nelle province di Teramo, Pescara e Chieti, anche se non sono mancati incidenti nell'Aquilano».

Di Marino ha spiegato che «la rete abruzzese non è inadeguata», rispondendo così alle critiche sollevate, in particolare, dal presidente della Regione, Luciano D'Alfonso.«Questi sono eventi assolutamente eccezionali, fenomeni purtroppo dovuti a un cambiamento meteorologico evidente». Tecnologicamente, i nuovi impianti sono più resistenti di quelli di 30 anni fa, ha spiegato, ma «questa non è un'assicurazione totale contro incidenti, perché dipende dalla violenza del maltempo. I venti che soffiano a 150 chilometri orari come quelli che si sono verificati nei giorni scorsi, vanno oltre i 65 o 130 km orari previsti per progetto». Come può la tecnologia impedire futuri danni da maltempo? «La difesa che alcuni paesi in fasce soggette hanno adottato», ha spiegato Di Marino, «è costituita da impianti interrati. In Abruzzo questo tipo di impianti è il 40-45%. Il restante, che va sulle campagne e nei luoghi distanti, è composto da reti aeree esposte, costruite secondo le norme».

Marianna Gianforte

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