Ancora file al Pronto soccorso La Asl: «Il personale non basta»

12 Ottobre 2022

Dopo il picco di lunedì anche ieri c’è stata una affluenza record con oltre 100 pazienti nella struttura Il primario Gabriele: a San Cetteo richiamati in servizio medici e infermieri per affrontare l’emergenza

PESCARA. Anche ieri, come era già accaduto lunedì, c’è stato un iper afflusso al pronto soccorso di Pescara, con un picco di oltre 100 persone presenti nella struttura, e lunghe attese per le visite, esattamente come era già accaduto nel giorno del Santo patrono. Per i casi meno gravi le ambulanze del 118 hanno effettuato il trasporto negli ospedali di Penne e Popoli, meno affollati, dove i tempi di attesa si riducono notevolmente e in alcune giornate si azzerano. È la Asl stessa a spiegare come ha fatto fronte al tutto-pieno. «I picchi di presenze ci sono sempre stati», dice il primario facente funzioni del pronto soccorso Antonino Gabriele. E, nel caso specifico di lunedì pomeriggio, quando si è verificato un «aumento del flusso di persone», si è creato «un ritardo per l’accettazione, con l’accumulo di pazienti e con alcuni codici rossi che hanno notevolmente impegnato il personale. Abbiamo quindi adottato gli opportuni correttivi, richiamando medici e infermieri e in serata la situazione è rientrata nella norma», sostiene. Situazioni che si verificano «in tutti i pronto soccorso delle grandi città», aggiunge ancora Gabriele.
La Asl fa notare, in una nota stampa, che «l’afflusso al pronto soccorso pescarese deriva non soltanto dalla provincia ma anche dai comuni confinanti, quali l’area di Francavilla, San Giovanni Teatino, Silvi. E vengono accolti tutti i politraumi, i pazienti neurologici ed i pazienti cardiologici della fascia costiera regionale».
«Nei periodi festivi, che siano nel fine settimana o infrasettimanali, poi, aumenta l’afflusso di pronto soccorso in maniera ormai stabile», sottolinea il direttore dei presidi Valterio Fortunato sottolineando che nell’ultimo week end lungo, per creare posto nei reparti e accogliere pazienti dal pronto soccorso, sono stati dimessi «114 pazienti, di cui 25 dell’area medica, anche se spesso ci si dice che non dimettiamo nei festivi». Eppure il caos si è creato lo stesso, e ieri lo scenario non era molto diverso. Quanto alla scelta di dirottare i pazienti in altri ospedali, Fortunato ammette che «certamente creiamo un disagio ai familiari, ma in altre regioni ci si sposta anche in province diverse». Tra gli obiettivi della Asl, per superare questi problemi, c’è «l’aumento degli organici medici e infermieristici e il potenziamento della rete delle strutture territoriali, per la dimissione dai reparti», conclude Fortunato. La Asl consiglia «ai cittadini di monitorare il sito internet (alla voce “Situazione del Pronto Soccorso”) per controllare in tempo reale gli accessi nei pronto soccorso»: dati preziosi per determinarsi a scegliere quello più libero.