Ancora un altro sottopasso allagato

Automobilista bloccato in 60 centimetri d’acqua sotto al ponte Capacchietti. L’Aca: non si è azionata la seconda pompa
PESCARA. È successo di nuovo, solo che questa volta non c’è stata nessuna alluvione, ma trenta millimetri di pioggia diluiti in 24 ore e, soprattutto, non c’è scappato il morto come lo scorso 2 dicembre nel sottopasso allagato di Fontanelle.
Di fatto, proprio nei giorni in cui l’inchiesta sulla morte della povera Anna Maria Mancini ha visto 4 persone iscritte sul registro degli indagati per omicidio colposo, con il pm convinto, sulla base di una perizia, che nel sottopasso di Fontanelle «sono state installate due elettropompe con caratteristiche di potenza, portata e prevalenza nettamente inferiori a quelle previste dal progetto», ieri si è allagato il sottopasso di Capacchietti e un automobilista è rimasto bloccato in 60 centimetri di acqua. Per fortuna l’uomo, un dipendente della Telecom, intorno alle 14,30 è riuscito a uscire dalla Panda di servizio e a chiedere aiuto, segnalando immediatamente la questione alla polizia municipale. Che, visto il tragico precedente, nel giro di dieci minuti si è precipitata in massa sul posto, dal comandante Carlo Maggitti agli ufficiali, allo stesso vice sindaco Enzo Del Vecchio con delega ai Lavori pubblici, con i tecnici comunali, dell’Aca e con la polizia. E alla velocità della luce è stato individuato il problema, chiuso il sottopasso al traffico solo nella direzione via del Circuito-via Aterno e risolto il problema. Dovuto, come spiega il direttore tecnico dell’Aca Lorenzo Livello, a un’avaria del galleggiante che avrebbe dovuto far partire la seconda pompa dell’impianto di sollevamento fognario.
«In pratica», spiega il dirigente, «quando si alza il livello dell’acqua a causa dell’enorme portata dovuta alla pioggia, il galleggiante, un cavo elettrico con un sensore, deve avviare la seconda pompa che entra in azione in supporto della prima». Cosa che ieri non è avvenuta per l’avaria a cui l’Aca ha posto rimedio avviando la seconda pompa manualmente, in modo da far defluire l’acqua piovana e liberare il sottopasso, procedendo in contemporanea alla sostituzione del galleggiante in questione.
Il tutto mentre il traffico, da Villa Raspa verso Pescara, ma anche nella direzione inversa, è rimasto paralizzato per tutto il pomeriggio, con centinaia di automobilisti e numerosi autobus imbottigliati lungo via del Circuito. «L’ingorgo è iniziato da piazza Pierangeli», racconta esasperata un’automobilista, «ma nessuno si è preoccupato di avvertirci della situazione da lì, evitandoci di arrivare a passo d’uomo fino al ponte Capacchietti per poi dover fare marcia indietro».
Ma mentre alla prima pioggia uno dei sottopassi più trafficati della città si riempie con mezzo metro d’acqua e un automobilista ci rimane bloccato (per fortuna di giorno), il vice sindaco prende nuovi impegni: «Indispensabile dotare i sottopassi cittadini di sistemi semaforici di allarme. Una priorità che questa amministrazione ha colto, provvedendo a dotarne subito le golene, dove il sistema entrerà in funzione fra qualche giorno, mentre il 6 novembre sarà appaltato quello per i sottopassi del Ponte delle Libertà e della Fater». Ma nell’attesa checosa intende fare il Comune per rivalersi sui responsabili di quel che è accaduto ieri?
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