Ancora una notte di furti «Ma Pescara resta sicura»

Nel mirino un panificio di via del Circuito. Prefetto e questore: i controlli ci sono
PESCARA. Spaccate e rapine proseguono, in città. Ma il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e il questore Luigi Liguori, che presto riceveranno una raccolta di firme di alcuni negozianti di Porta Nuova, rassicurano i commercianti, in particolare sui controlli in corso e sull’impegno delle forze dell’ordine. E il prefetto Di Vincenzo, dopo aver ricevuto la mail di un negoziante, ha convocato lui e un altro esercente della zona di piazza Garibaldi, per rendersi conto di persona e dare delle risposte.
Gli ultimi colpi sono avvenuti tra giovedì sera e ieri notte. Attorno alle 19 di giovedì, in una cartolibreria della zona sud di Pescara, tre uomini, di cui uno armato di pistola, hanno rapinato una commerciante di un migliaio di euro. Nella notte, invece, un giovane ha spaccato la vetrina del forno “Leonessa” di via del Circuito. «Ci ha provato tre volte, usando un sasso davvero grande», racconta da dietro al bancone Patrizia Di Cretico. Dopo aver bucato il vetro si è infilato lì dentro, è entrato nel negozio e ha buttato a terra pasta e olio in esposizione. Ha scaraventato a terra anche la cassa: dentro c’erano solo degli spiccioli, forse una decina di euro, ma non li ha presi. Erano le 3.30», prosegue la donna che ha saputo tutto dal marito, dopo che il personale di Attiva ha scoperto la spaccata e ha lanciato l’allarme. «Mi sono spaventata, certo», dice la donna che ha ricostruito l’accaduto dalle immagini delle telecamere vicine al forno. Il ladro è una persona di media altezza, girava tutto coperto, con cappello e mascherina.
Questi “colpi” sono gli ultimi di una serie, essendoci già state numerose spaccate e anche delle rapine che preoccupano i commercianti. Ma prefettura e forze dell’ordine danno una chiave di lettura rassicurante, per i cittadini. «I dati sono in linea con quelli dell’anno scorso, per questo periodo», dice il prefetto. Ma Di Vincenzo va anche oltre i numeri. «Ci siamo occupati di questi fenomeni in una prima riunione mercoledì e anche oggi (ieri per chi legge il giornale, ndr). E posso assicurare che le forze dell’ordine sono molto attive e riescono quasi sempre ad individuare gli autori di questi reati. L’attenzione su quell’area è stata intensificata ed è grande», prosegue Di Vincenzo garantendo che «continueremo a lavorarci» e proprio per questo impegno ringrazia le forze in campo.
Il prefetto affronta la questione anche da un altro punto di vista, perché il coronavirus ha danneggiato parecchio le attività per cui furti e spaccate rappresentano una grana in più da affrontare per le vittime, a partire dalle spese di riparazione. «Capisco gli operatori», commenta Di Vincenzo dopo aver incontrato due operatori della zona di piazza Garibaldi. «Li ho ascoltati e rassicurati, ho spiegato che i controlli ci sono e sono stati potenziati. In molti casi gli autori sono stati individuati e la nostra attenzione non si abbasserà. Anche una sola spaccata è un obiettivo da superare», prosegue Di Vincenzo che ha «registrato le difficoltà degli operatori, la loro paura a fronteggiare i danni».
Il questore Liguori fa riflettere, invece, sugli effetti della pandemia che ha modificato le modalità di un fenomeno esistente già da prima. «In città arrivano tossicodipendenti per rifornirsi di droga. Prima del coronavirus effettuavano furti nei negozi per avere quei 20-30 euro necessari ad ottenere le dosi, ma con la chiusura dei negozi – provocata dalla pandemia – questi furti sono diventati impossibili. E si verificano le spaccate, spesso con un bottino esiguo». Anche il questore fa riferimento ai dati, quelli della squadra volante, che «dal primo gennaio ha eseguito 45 arresti, di cui dieci solo per spaccate e furti, e anche l’Arma ha fatto un buon lavoro. Ci siamo, siamo presenti, e i controlli sono adeguati», prosegue, ma è chiaro che «non abbiamo la bacchetta magica». Liguori chiede anche la collaborazione dei cittadini, sempre fondamentale, così come lo sono le telecamere, pubbliche e private, che rappresentano un supporto prezioso per le indagini e vanno implementate il più possibile. «È importante chiamare le forze di polizia», avverte il questore, «e anche presentare denuncia, se accade qualcosa: non è mai una perdita di tempo e per noi è importante», perché consente di avere il quadro esatto di ciò che accade e dove. «Il nostro ufficio denunce, in questura, è sempre aperto, anche il sabato pomeriggio e la domenica».

