Ancora violenza: pugni, spari e coltellate

Caos al “Ferro di cavallo”. Spacciatore ferisce un senegalese che cercava droga ed esplode due colpi di pistola: arrestato
PESCARA. Torna la violenza al “ferro di cavallo” di via Tavo, un palazzo popolare dove l’attività di spaccio è fiorente. L’altra notte un 43enne senegalese, regolare e residente a Pescara, è stato picchiato e poi accoltellato dentro uno di quegli appartamenti. Dopo essere stato medicato in ospedale, ha denunciato alla polizia l’aggressione di cui è stato vittima, che attribuisce a Valentino Spinelli, 28 anni, un volto già noto alle forze dell’ordine anche per un’altra aggressione, avvenuta nei mesi scorsi al pronto soccorso, dove è stato picchiato il responsabile del posto di polizia. L’altra notte gli accertamenti sono scattati immediatamente, a casa di Spinelli, dove è stata trovata della droga per cui è stato arrestato subito.
La ricostruzione arriva dagli uomini della squadra mobile, diretti da Dante Cosentino, che hanno ricevuto la denuncia della vittima.
Sono le 23 di mercoledì quando il 43enne raggiunge il “ferro di cavallo”. Deve acquistare della droga e si rivolge a Spinelli, che conosce solo di nome. Durante la trattativa lo spacciatore si vanta di essere più forte dell’acquirente, nonostante la differenza di corporatura e statura. E poi, d’un tratto, comincia a prendere a pugni il cliente facendogli saltare la protesi dentaria e provocandogli la perdita di due denti e una ferita al labbro. Gli prende il cellulare e poi, come se non bastasse, impugna un coltello, si avvicina all’altro e lo costringe a indietreggiare. A quel punto, essendo vicino alla porta, il malcapitato fugge rapidamente. Ma l’altro non molla e lo raggiunge sul pianerottolo, continuando a tirare pugni, fino a quando lo prende di nuovo in pieno, sul volto. Lì, sulle scale, la vittima viene colpita anche con un coltello: la lama gli trafigge il collo e il 43enne comincia a perdere sangue, tanto. Ma riesce a divincolarsi e si allontana.
Mentre va via sente due esplosioni e, girandosi, nota l’aggressore che gli corre dietro con una pistola in pugno. Nonostante le ferite, l’uomo raggiunge la strada, chiede aiuto a un automobilista di passaggio e torna a casa, dopodiché raggiunge il pronto soccorso.
Quando la polizia viene informata di questo episodio scatta immediatamente un sopralluogo a casa Spinelli, dopo aver capito che il probabile autore di tutto potrebbe essere proprio lui. All’arrivo dei poliziotti, verso le 2, Spinelli capisce che sta per finire nei guai e cerca di sbarazzarsi di una busta di plastica che lancia dalla finestra, come fanno molti in casa di controlli improvvisi. Ma gli uomini della questura (sul posto ci sono Volante, Mobile e Scientifica) la recuperano immediatamente: dentro ci sono 6 grammi di cocaina e 50 grammi di eroina, due bilancini di precisione e alcune confezioni di Suboxone.
Gli accertamenti in quella casa continuano in maniera approfondita alla ricerca di elementi utili a confermare la versione del 43enne che nel frattempo viene medicato in ospedale e dimesso (con una prognosi di 21 giorni). A casa del giovane, che è sottoposto agli arresti domiciliari, vengono trovate delle tracce di sangue che portano dal piazzale fino a casa sua, ma non c’è alcun segno dei colpi di arma da fuoco così come non viene trovata l’arma, che potrebbe essere stata nascosta (magari è una scacciacani).
Nell’alloggio c’è, però, un coltello sporco di sangue, da esaminare, e uno straccio per pavimenti intriso di acqua e sangue che potrebbe essere stato usato per cancellare le tracce della colluttazione. Nei confronti di Spinelli scatta l’arresto per detenzione a fini di spaccio di droga (sequestrata) e viene anche segnalato per i reati di tentato omicidio e rapina aggravata.

