Andrea il bello dalle recite in classe nelle fiction Rai

All’età di 22 anni il pescarese Arcangeli è già protagonista nelle serie «Fuoriclasse» e «Il Paradiso delle signore»
PESCARA. Occhi verdi e penetranti, sorriso scanzonato, ciuffo ribelle su un volto da bravo ragazzo. Andrea Arcangeli, 22 anni, pescarese doc, è già una delle promesse del mondo dello spettacolo italiano. Ormai, lo vediamo spesso in tv dove il grande pubblico lo ha conosciuto come Michele, il figlio della professoressa Passamaglia alias Luciana Littizzetto nella fiction «Fuoriclasse», e ora in veste di Mario Iorio, il giovane fratello di Teresa, protagonista della serie «Il Paradiso delle signore» terminato ieri sera su Rai Uno.
«Nella fiction interpreto una ragazzo siciliano che raggiunge la sorella a Milano per cambiare vita. Per allenarmi nella cadenza ho visto una serie di film con personaggi siciliani. Confesso che mi è venuta bene», racconta Arcangeli, «e ho reso l’idea del ragazzo di paese, quel tanto però da non cadere nella macchietta meridionale». Ambientata a Milano negli anni ’50, la serie Rai ha raccontato i sogni di un’Italia che si è appena lasciata alle spalle la guerra: il «Paradiso delle signore» è un grande magazzino che viene aperto proprio al centro della città, dando nuova linfa alla vita di dipendenti tra i quali spiccano le Veneri, ossia le giovani e avvenenti commesse del negozio, capitanate dalla rigida e integerrima Clara Mantovani. Tra di loro anche Teresa interpretata da Miss Italia 2012 Giusy Buscemi. «Avere una miss come sorella è stato molto piacevole», sottolinea Andrea, «ci siamo subito intesi anche perché coetanei».
L’attore abruzzese ha recitato anche nella miniserie «Romeo e Giulietta», andata in onda su Canale 5, e nel film «Tempo instabile con probabili schiarite». Ma il lavoro che lo ha impegnato finora di più è la preparazione del film «The Start Up» del regista Alessandro D’Alatri, attuale direttore del Teatro stabile abruzzese, che uscirà nelle sale cinematografiche in ottobre e nel quale Andrea è il protagonista. «È la storia vera di un ragazzo italiano, Matteo Achilli, che ha inventato il sistema delle start up per aiutare i giovani a trovare lavoro», spiega, «ed è stato per me un grande impegno, sia a livello fisico che cerebrale. Visto che questo ragazzo era anche un campione di nuoto ho dovuto fare mesi di allenamento in palestra e in piscina, e poi il cinema richiede più tempo e bisogna tenere il passo. Se la televisione è una macchina veloce dove si macinano anche dieci scene in un giorno, sul set cinematografico se ne fanno quattro ma più difficili. Ora dobbiamo girare la seconda parte, ma non vedo l’ora che esca il film».
Arcangeli è legatissimo alla sua Pescara dove ha frequentato le elementari in via Milite Ignoto, le medie alla Mazzini e il liceo artistico Bellisario. «La prima recita? Proprio nel laboratorio teatrale della Mazzini con la professoressa D’Incecco in “Aggiungi un posto a tavola”», racconta, «e poi “Sette spose per sette fratelli”. Però ricordo con piacere l’interpretazione del fantasma nel lavoro “Il fantasma di Canterville” che feci solo con la mia classe, guidati dalla mitica professoressa Di Rocco. Erano esperienze soprannaturali, dove ho cominciato a sentire la gioia immensa di stare dietro le quinte, vedere il pubblico che arriva, e poi sul palco, nel buio di un teatro. È stato lì che ho capito cosa volevo fare da grande». Durante il liceo, durante il quale ha lottato e vinto per riuscire a intitolare una strada di Pescara ad Andrea Pazienza, un suo mito, Andrea ha frequentato la scuola di recitazione Smo di Giampiero Mancini ed è stato notato dalla sua attuale agente e da un casting director. Dopo la maturità si è trasferito a Roma dove attualmente vive ed è iscritto alla facoltà di Arti e Scienze dello Spettacolo della Sapienza. «A Pescara torno spesso per rivedere genitori e amici, legami indissolubili per me. Giro per le strade in tuta con lo skate. Ci tengo a non farmi prendere dal successo in senso negativo e mi impegno a rimanere il più umile possibile. Sì, anche con le ragazze, alle quali non mostro mai la mia carriera come biglietto da visita. Odio quelli che lo fanno. Potrebbe suonare falso» ci tiene a sottolineare, «ma io farei quello che sto facendo gratis senza pensarci un attimo, non rincorro donne e soldi». Sogni futuri? Tornare al teatro e lavorare in una serie tv americana: «Lì sono a livelli straordinari».
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