Andrea, lacrime e dolore Sognava di fare il tatuatore

Lavorava come cassiere in un supermercato di via Sciesa a Montesilvano Oltre 400 persone per l’ultimo saluto alla Collegiata di San Michele Arcangelo
CITTÀ SANT’ANGELO. «Mio figlio era fantastico, bello e buono». Mamma Alessandra è distrutta. Le parole le si spengono in gola, seduta su una panca dell’obitorio, dove suo figlio giace nella bara col cappellino a visiera e protetto da un vetro di sicurezza.
Circondata dall’affetto dei suoi cari, i nonni Franco e Donatina, i cugini, le zie, Alessandra ripensa ai dolci momenti trascorsi insieme al figlio Andrea nel supermercato di via Sciesa a Montesilvano, «lavoravamo insieme» e sorride un po’. Il papà di Andrea, Maurizio, dipendente dell’ottica Barberini, fa avanti e indietro. Dentro e fuori la camera ardente. Quell’unico figlio, strappato alla vita troppo presto, era il loro futuro. La luce dei loro occhi. Affacciati alle finestre, per strada, lungo la passeggiata, agli incroci: ieri pomeriggio, tutto il paese si è fermato per dare l’addio ad Andrea. Oltre 400 persone hanno partecipato, in un silenzio irreale, ai funerali alla Collegiata di San Michele Arcangelo, un mix mozzafiato di gotico, barocco e rinascimentale all’ingresso della cittadina guidata dal sindaco Gabriele Florindi che si è stretto al dolore della famiglia di Andrea Montebello. Gli amici lo hanno ricordato con uno striscione: «Non ti dimenticheremo mai, Secco, oè». Il secco, così lo chiamavano affettuosamente in paese, per via del suo fisico esile.
«Anche se lo sport non gli interessava», rivela affranto l’amico di sempre, Umberto, 35 anni, dipendente di un tatoo store a Montesilvano «per me era come un fratello, non mi sembra vero che non ci sia più. Ci siamo visti qualche giorno fa, abbiamo bevuto acqua dalla stessa bottiglia. Passavamo tanto tempo insieme, scherzavamo, ma affrontavamo anche discorsi seri. Il suo sogno era diventare tatuatore, per questo dopo il lavoro veniva da noi, sedeva in un angolo e disegnava, disegnava. Gli piaceva ascoltare, era molto equilibrato e coscienzioso».
Nell’omelia, don Antonio Rapagnetta ha parlato di una «comunità attonita di fronte a questo grande dolore che ci ha sorpreso». Ha letto la parabola di una «madre addolorata per la perdita di suo figlio» e una preghiera per addolcire il pensiero della morte. «Dobbiamo trovare un senso a questo dolore», ha detto il parroco rivolto ai genitori di Andrea, «affidiamo Andrea a Gesù, l’unico conforto, per mamma e papà, da questo straziante dolore. Questa preghiera sia luce nelle tenebre, solo Dio può asciugare le vostre lacrime». L’ultima immagine è ferma alle mani di mamma Alessandra che abbracciano la bara di mogano chiara ricoperta da tanti fiori bianchi. La salma è stata tumulata nel cimitero di Montesilvano. La messa di trigesimo si terrà il 1° giugno alle ore 18.30 nella chiesa di San Francesco.

