Anelli, documenti e scelta del cognome Ecco le nozze gay

Un provvedimento atteso 30 anni dalla comunità Guida per prepararsi al meglio per il gran giorno
Dopo 30 anni dal primo tentativo di riconoscimento delle coppie gay, il 5 giugno è entrata in vigore la legge 76/2016 (Cirinnà, dal nome della sua promotrice) sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso che cambia il diritto di famiglia e mette fine a una discriminazione per cui l'Italia era stata condannata un anno prima dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo.
Proprio sabato scorso, all'indomani del parere favorevole del Consiglio di Stato, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha firmato il decreto "ponte" che consente alle coppie che lo desiderano di unirsi civilmente in attesa dei decreti attuativi – quelli definitivi - che dovranno essere prodotti entro il 5 dicembre. In vista di quella data, sarà istituito in tutti i Comuni un registro provvisorio delle unioni civili.
Primi sì ufficiali a Ferragosto? Il presidente della sezione Atti normativi del Consiglio di Stato, Franco Frattini, giovedì aveva detto che «ragionevolmente prima di Ferragosto» avrebbero potuto essere costituite le prime unioni gay in Italia, se il governo si fosse mosso in fretta; e così in effetti è stato. Il decreto ponte deve ora ricevere il visto della Corte dei Conti, poi sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore il giorno successivo. Il ministero dell'Interno avrà altri 5 giorni per elaborare le formule attraverso le quali saranno dichiarate e registrate le unioni. Ma la voglia di unioni civili è tanta che già un’amministrazione comunale, quella di Castel San Pietro (Bologna), ha forzato i tempi (vedi articolo a fianco). «Nel parere del Consiglio di Stato - come fa notare Angelo Schillaci, ricercatore di diritto pubblico comparato alla Sapienza di Roma e firma del sito specializzato "articolo29.it" - il tema della massima urgenza è sottolineato con forza, ma si tratta di tempistiche non perentorie. A giudicare dall'accelerazione degli ultimi giorni - compresa l'introduzione, dopo il parere del Consiglio di Stato del nuovo articolo 11, che prevede l'entrata in vigore immediata, senza alcuna "vacatio" - sembra proprio di poter dire che l'obiettivo è ormai a un passo».
La data dell'unione. Intorno a metà agosto, dunque, due persone dello stesso sesso potranno firmare in Comune i moduli per la richiesta di unione civile. In quei moduli andranno riportati i dati anagrafici e dichiarata l'insussistenza delle cause impeditive previste dalla legge, come per esempio il fatto che uno dei due sia già sposato con un'altra persona.
Verificata entro 15 giorni l'assenza di ostacoli, l'ufficiale dello stato civile fisserà insieme ai richiedenti la data in cui la coppia è invitata a comparire nella casa comunale per costituire l'unione civile.
Niente pubblicazioni. A differenza del matrimonio, per le unioni civili non sono previste le pubblicazioni.
Dove ci si unisce civilmente. In linea di principio potranno essere usate tutte le sale comunali dove generalmente si svolgono i matrimoni. Ma il decreto non obbliga i sindaci a mettere a disposizione gli stessi spazi. «In teoria – spiega Schillaci - visto che tutta la normativa che riguarda i matrimoni viene estesa alle unioni civili, laddove esista un atto del Comune sulle sale comunali per la celebrazione dei matrimoni, questo s'intende valido anche per le unioni civili. Se invece gli spazi sono individuati solo per prassi, esiste il rischio che il Comune introduca delle distinzioni: in ogni caso l'unione civile deve essere dichiarata in uno spazio pubblico».
Chi indossa il tricolore. A dichiararla sarà il sindaco o un ufficiale di stato civile da lui delegato. «Su questo punto – ci guida Schillaci – il Consiglio di Stato ha chiarito un punto fondamentale: non esiste per le unioni civili l'obiezione di coscienza, dato che la legge non la prevede. Un sindaco non può rifiutarsi di dichiarare l'unione civile e in caso di suo impedimento personale l'applicazione della legge potrà essere garantita attraverso la delega». A un assessore o a un consigliere comunale. Anche a un cittadino scelto della coppia? «Sì, così come già avviene per i matrimoni», assicura.
Il giorno del sì. Al giorno e nel luogo stabilito ci si presenta davanti all'ufficiale pubblico con due testimoni e si costituisce l'unione. Saranno letti i commi 11 e 12 della legge 76/2016 «che sono stati modellati - spiega Schillaci - sugli articoli 143 e 144 del codice civile in cui sono elencati i diritti e i doveri dei coniugi (mentre non è stato ripreso il contenuto dell'art. 147, che riguarda i figli)». A quel punto l'unione civile sarà iscritta nel registro provvisorio delle unioni civili.
La scelta del cognome comune. Gli uniti civilmente possono assumere un cognome comune scegliendone uno tra i loro cognomi e potranno anteporvi o posporvi il proprio cognome.
Il regime patrimoniale. Il regime ordinario è la comunione dei beni ma le parti possono indicare una scelta differente.
Carta d'identità. Su richiesta delle parti, potrà essere indicata sulla carta d'identità la dicitura "unito civilmente".
Gli stessi diritti e doveri del matrimonio. Dall'unione deriva l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione. In caso di decesso, come nel matrimonio spettano al partner la pensione di reversibilità e il Tfr. Anche per la successione valgono le stesse regole in vigore per i matrimoni.
Tranne... A differenza del matrimonio, gli uniti civilmente non hanno l'obbligo alla fedeltà. Resta esclusa dalle unioni civili tutta la normativa che riguarda le adozioni di minori.
Come si scioglie l'unione civile. Su questo punto la speranza è che un'unione civile contratta ad agosto non si sciolga prima di dicembre, quando arriveranno i decreti attuativi messi a punto dal ministero della Giustizia. «I decreti attuativi dovranno fare chiarezza, perché al momento il decreto ponte lascia ampie zone di incertezza", spiega Schillaci. Quello che si sa è che lo scioglimento avviene attraverso una dichiarazione in Comune che potrà essere sottoscritta congiuntamente o disgiuntamente. Dal momento di questa dichiarazione devono passare 3 mesi, dopo i quali potrà essere proposta la domanda di scioglimento, secondo l'iter del divorzio immediato ma senza il periodo di separazione».
Matrimoni gay contratti all'estero. I matrimoni e le altre forme d'unione tra persone dello stesso sesso contratti all'estero, sia nel passato sia nel futuro, potranno essere trascritti nel registro delle unioni civili. Una norma che mette fine al balletto di sindaci trascrittori e prefetti cancellatori a cui si è assistito negli ultimi anni in Italia.
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