Angelucci: mi piacerebbe fare il direttore del porto

Francavilla, l’ex sindaco assolto da tutti i reati come amministratore dell’Ato parla delle recenti vicende giudiziarie: «Il partito dell’acqua? Non è mai esistito»
FRANCAVILLA. Il "partito dell'acqua", come lo chiamavano, per lui non è mai esistito. Roberto Angelucci, ex sindaco e a lungo tempo in amministrazione all'Ato, ha visto concludersi il processo che lo vedeva indagato per una serie di reati in concorso (tra cui abuso d’ufficio, falso ideologico, falso in atto pubblico) con l'assoluzione. Oggi Angelucci è un cittadino comune. Racconta gli anni all'Ato e quelli dell'indagine.
Angelucci, come ha vissuto quella pagina della sua vita politica?
È stato un processo molto forzato. Il partito dell'acqua non è mai esistito ed io ero tranquillo perché avevo operato correttamente»
Che ruolo aveva all'interno dell'Ambito?
Ho rappresentato la continuità. Presi anche le funzioni di presidente per un periodo. Approvammo milioni di euro per diversi lavori. La questione fu tutta politica e interna al centrosinistra di allora.
In che senso?
In Ato sono sempre stato una barriera alle assunzioni. Il malcontento nacque perché un gruppo di ragazzi con incarico a progetto rivendicavano di voler essere assunti. Mi sono sempre opposto e questo a qualcuno non deve essere piaciuto. Da qui è scattata la denuncia.
È questo l'unico motivo che, a suo avviso, ha fatto partire le indagini?
Sì, perché la gestione è sempre stata trasparente. Ho portato milioni di euro per i depuratori. Le problematiche sugli sversamenti che oggi vive Pescara sono legate al fatto che tuttele risorse messeo in moto nel piano d’ambito non sono state utilizzate.
Nel frattempo lei era anche sindaco.
Sì, e il mio modo di amministrare l’ho applicato a Francavilla come in Ato. Pensi che i sindaci possono percepire un rimborso solo dagli enti di cui sono amministratori: io optai il rimborso dell'Ato, che era più basso di quello previsto dal Comune, per far risparmiare la mia città. Percepivo 2mila 250 euro.
Cosa ha pensato quando ha saputo dell'assoluzione? Quando il mio avvocato, Giovanni Angelucci, mi ha chiamato, avevo persino dimenticato questo processo. La magistratura non mi ha mai preoccupato, perché ho sempre avuto la coscienza a posto. Solo di un organismo ho paura.
Quale?
La corte dei Conti, perché ritengo non valuti serenamente le posizioni ma stabilisce una regola basata su numeri senza pensare al contesto e senza dare strumenti per difenderti.
Allude alla condanna avuta per la piscina comunale?
Sì. Oggi la città ha un gioiello per il quale non spende un soldo quando altri Comuni ci rimettono centinaia di migliaia di euro. Io invece devo pagare una rata di 750 euro al mese per la condanna. Solo una cosa mi consola. Che tutti i rimborsi presi come amministratore li sto riversando al mio Comune con la rata mensile. Sono felice di questo.
Le vicende giudiziarie hanno condizionato il suo percorso politico?
No. Non sono mai stato un calcolatore. Ho sempre amministrato per passione e non ho mai messo in tasca nulla.
Prevede di tornare in politica?
Oggi ho ritrovato un equilibrio familiare e lavorativo, mi sento disintossicato dalla politica e mi dedicco al sociale ma sono sempre a disposizione per la mia città.
Cosa le piacerebbe fare?
Avere la direzione del porto turistico, creatura che è nata con me più di dieci anni fa.
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