«Anomalie nel piano della scuola Giardini»

Frisa e un tecnico criticano le scelte per il nuovo istituto. Il sindaco: problemi già superati dagli uffici
PENNE. È polemica sul carteggio tecnico della nuova scuola Mario Giardini. A lanciare l'allarme il consigliere del gruppo di minoranza di Penne ribelle, Gabriele Frisa, confortato dalle analisi dell'ingegnere Massimiliano Morandini. «Nel progetto definitivo della scuola Giardini è considerata una classe d'uso 2, prevista per gli edifici normali, anziché una classe d'uso 3», spiega l'ingegnere. «Anche sulla base delle verifiche di vulnerabilità fatte a suo tempo risultano delle incongruenze. Nelle verifiche effettuate nel 2010 si considerava una pendenza maggiore di 15 gradi, con un coefficiente topografico di 1,1. Sul progetto definitivo, invece il coefficiente topografico risulta di 1, quindi con una pendenza differente».
«Prima della progettazione definitiva, inoltre, risultava che la Giardini insistesse su una categoria di terreno classificata C (sollecitazioni maggiori in caso di terremoto), oggi invece è il terreno è classificato di tipo B», insiste l'ingegnere Morandini, che poi aggiunge: «quando è stato fatto il progetto definitivo non c'era la relazione geologica, il che di per sé appare strano dato che andando a vedere il regolamento del Codice dei contratti è espressamente prevista, salvo diversa determinazione del responsabile. Ci sarebbe anche da vedere come mai latitudine e longitudine, in base alle quali vengono calcolate le accelerazioni sismiche». «Nel progetto definitivo sono riportate latitudine e longitudine non di Penne, ma di un altro Comune: Ponte (Benevento)», sottolinea ancora l'ingegnere Morandini. Il nodo più grave, sul quale si sofferma soprattutto Frisa, è per il fatto che per nella costruzione della nuova Mario Giardini risulti sempre l'ingegnere comunale Piero Antonacci, sia come Rup(responsabile unico del procedimento) che come direttore dei lavori.
«In base a quanto previsto dall'Anac, Rup e direttore dei lavori non possono coincidere. Chiedo per questo un immediato confronto pubblico con sindaco, assessore ai lavori pubblici e Responsabile unico del procedimento», sottolinea Frisa. Tutto ciò mentre i lavori di demolizione del vecchio edificio sono quasi terminati e si va verso l'inizio dei lavori di ricostruzione. «Sono tutti atti meramente tecnici, che riguardano l'ufficio tecnico comunale. La competenza spetta all'ufficio tecnico: incarichi e nomine comprese. Nella progettazione esecutiva, comunque, ci sono i pareri della Soprintendenza e Genio civile», fa sapere l'assessore ai lavori pubblici Valentina Chiarella. «Il confronto credo debba esserci con i tecnici che hanno realizzato il progetto esecutivo. Il consulente del consigliere Frisa analizza solo il definitivo. Sono temi tecnici», si è limitato a dire il sindaco Gilberto Petrucci.

