Antivirali a 30mila malati: da lunedì parte la vendita

13 Maggio 2022

La Regione dà il via: si ritira in farmacia con la ricetta del medico di famiglia

Da lunedì il Paxlovid si troverà finalmente nelle farmacie e potrà quindi essere prescritto dai medici di famiglia: si tratta del primo antivirale contro il Covid che arriva al commercio al dettaglio, oltre un mese dopo la firma dell’accordo nazionale per la sua distribuzione. Ad annunciarlo è stata ieri la stessa Regione.
C’è già una platea potenziale in Abruzzo, quella dei 30mila attualmente positivi, anche se il farmaco deve essere somministrato nei giorni immediatamente successivi all’arrivo dei sintomi per essere efficace nel prevenire le complicanze del Covid nei soggetti a rischio. Il Paxlovid in farmacia renderà più vasto il numero di contagiati in cura: in Abruzzo finora gli antivirali sono stati somministrati a oltre 4mila persone, mentre altre 2mila hanno ricevuto trattamenti con gli anticorpi monoclonali.
Dopo l’annuncio della Regione, però, è scoppiato il caso sulle forniture e sui protocolli. Le farmacie di Federfarma Abruzzo hanno infatti fatto sapere di non essere in grado di distribuire il Paxlovid già da lunedì. Ma le carte prodotte dagli uffici regionali smentiscono problemi di sorta: già oggi si metterà in moto la fase finale della distribuzione del medicinale nelle rivendite, così come la formazione del personale.
L’ANNUNCIO E IL CASO
«L’antivirale Paxlovid per il trattamento del Covid-19 sarà disponibile nelle farmacie territoriali della regione a partire da lunedì 16 maggio e potrà dunque essere prescritto dai medici di medicina generale», si legge nella nota inviata ieri mattina dalla Regione, «l’iter per la dispensazione del farmaco nella rete delle farmacie territoriali è iniziato il 2 maggio scorso, mentre venerdì (ndr oggi per chi legge) ci sarà un incontro con gli Ordini dei medici, le organizzazioni sindacali di categoria e le Asl per presentare le modalità prescrittive e gli adempimenti normativi previsti».
Poche ore dopo, è arrivata la secca risposta di Federfarma Abruzzo (associazione di categoria delle farmacie), inviata ai vertici regionali: «La scrivente comunica che, alla data attuale, non è pervenuta alcuna documentazione comprovante un protocollo operativo per la richiesta, dispensazione e invio dei dati inerenti la dispensazione del farmaco Paxlovid. Il farmaco, peraltro, non risulta in giacenza presso la distribuzione intermedia che rifornisce le farmacie territoriali della regione. Si comunica, quindi, che le farmacie sono impossibilitate a poter iniziare la dispensazione del prodotto dal prossimo 16 maggio». Firmato: il segretario Alfredo Orlandi e il presidente Giancarlo Visini.
Ma nel pomeriggio sono usciti fuori diversi documenti del Dipartimento Salute della Regione Abruzzo in cui vengono smentiti problemi per lunedì. Il primo è un ordine di servizio in cui «si dispone il trasferimento di 500 confezioni di Paxlovid dall’hub regionale “Farmacia del policlinico SS. Annunziata” sita a Chieti al magazzino della Safar Abruzzo a Pescara. Al fine di consentire l’avvio della distribuzione il 16 maggio». La Safar è il distributore intermedio. Il secondo documento è una comunicazione: «Domattina (ndr oggi per chi legge) la Safar ritirerà il farmaco alla farmacia del Policlinico di Chieti per la distribuzione alle farmacie territoriali». Il terzo, invece, è l’invio, da parte della Regione alle Asl, alle associazioni dei farmacisti e ai medici di famiglia, del protocollo operativo necessario per la prescrizione e la vendita del farmaco.
«Le farmacie comunali sono pronte se ci saranno i farmaci», ha detto in serata Venanzio Gizzi, presidente nazionale di Assofarm e aquilano, «ci sono dei ritardi da recuperare, che interessano anche le altre regioni. L’accordo nazionale è stato infatti firmato il 3 aprile, poi si sono riscontrati problemi come i bugiardini in inglese e difficoltà nell’organizzazione della distribuzione».
PAXLOVID: A CHI E COME
Come scrive l’Agenzia italiana del farmaco Aifa e ricorda il protocollo regionale «il Paxlovid è indicato per il trattamento della malattia da coronavirus 2019 negli adulti che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono ad elevato rischio di progressione a Covid-19 severa». I pazienti devono infatti presentare almeno uno dei fattori di rischio tra: patologia oncologica/oncoematologica in fase attiva, insufficienza renale cronica, bBroncopneuomopatia grave, immunodeficienza primaria o acquisita, obesità, malattia cardiovascolare grave, diabete mellito non compensato o con complicanze croniche. Può prescriverlo il medico di medicina generale.
Poi sulla somministrazione del Paxlovid ai pazienti: «Le due compresse di nirmatrelvir e la compressa di ritonavir devono essere assunte insieme per via orale ogni 12 ore per 5 giorni. Il trattamento deve essere somministrato il prima possibile dopo la diagnosi di Covid ed entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi. Il piano terapeutico si può ripetere dopo 2 mesi in caso di reinfezione».
IL PUNTO SULLE CURE
Insieme al vaccino, sono diversi gli strumenti utilizzati nella lotta al Covid, finora sotto prescrizione solo dei reparti ospedalieri. Tre gli antivirali: il Paxlovid (nome scientifico nirmatrelvir/ritonavir), il Lagevrio (molnupiravir) e, prima di tutti, il Vexlury (remdesivir). Tutti sembrano aver mantenuto la propria efficacia nei confronti dei nuovi ceppi. Il remdesivir è l’unico dei tre che non può essere preso a domicilio, ma solo in ospedale e per via endovenosa. Gli altri due per via orale. In Abruzzo, secondo l’ultimo report Aifa del 4 maggio, sono stati curati con antivirali 3.020 pazienti trattati in ospedale (tutti con remdesivir), 1390 a casa, di cui 110 già con il Paxlovid.
Ancora in servizio anche gli anticorpi monoclonali, che si sono rivelati molto utili fino alla variante Delta, sembra meno con Omicron. Secondo l’ultimo report Aifa del 5 maggio, sono stati in 2.210 a ricevere il trattamento in Abruzzo.
Per gli asintomatici o i paucisintomatici, cioè la stragrande maggioranza dei positivi, invece, si continua a usare il paracetamolo o i Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei), indicati in caso di febbre o dolori.