Anziana mette in fuga falso carabiniere

Prima una sconosciuta si è fatta aprire e poi è entrato in scena l’uomo: ma la pensionata, insospettita, ha iniziato a urlare
PESCARA. Si è presentato come un carabiniere, mostrando anche un tesserino, e ha detto che doveva entrare in casa per fare un controllo in quanto ultimamente in zona si erano verificati diversi furti. Ma l’anziana non ci ha creduto e ha iniziato a strillare, mettendolo in fuga. Insieme al finto carabiniere, c’era una donna.
L’ennesimo tentativo di truffa ai danni di un anziano si è verificato, martedì pomeriggio a San Silvestro dove, tra i residenti, cresce la preoccupazione e anche attraverso i gruppi social del quartiere si invita a prestare la massima attenzione. Sono state già allertate le forze dell'ordine.
«Erano all’incirca le 18 di martedì», racconta la figlia dell’anziana presa di mira, «quando hanno suonato al citofono di mia madre. Una donna le ha detto “Nonna, aprimi”. Mia madre, che ha 80 anni, sbagliando, ha aperto il cancello e questa persona, che aveva il viso coperto da una mascherina, è arrivata alla porta. Con lei c’era un uomo che però è rimasto fermo vicino al cancello. Indossava una tuta nera con una scritta bianca. Subito ha cominciato a parlarle, cercando di convincerla in ogni modo a farla entrare in casa. Mia mamma le ha detto di andare via. Lei insisteva. A un certo punto», prosegue, «le ha chiesto anche un bicchiere di acqua. Le ha provate tutte. Quando ha capito che non c’era verso, si è allontanata. E in quel momento si è avvicinato l'uomo, presentandosi come un carabiniere. Le ha mostrato una specie di tesserino e le ha detto che c’erano stati dei furti nelle abitazioni, e quindi lui era lì per verificare se le mancasse qualcosa. Mia madre fortunatamente non c’è cascata, e si è messa a strillare facendo presente che al piano di sopra c’era la figlia. E a quel punto, tutti e due sono scappati. Immediatamente abbiamo telefonato ai carabinieri, raccontando quello che era appena accaduto e loro ci hanno detto che avrebbero inviato delle pattuglie. Non sappiamo ora se qualche altro anziano della zona sia stato preso di mira. Di sicuro, nel nostro caso, i due, quando hanno suonato al citofono, sapevano chi avrebbe risposto e che, pertanto, in quel momento mia madre era da sola, anche se al piano di sopra c’è sempre qualcuno». Di qui è scattato il passaparola insieme all'invito sui social a fare attenzione.
Per prevenire e contrastare il fenomeno, nelle settimane scorse, è stato sottoscritto da prefettura e Comune un protocollo. Il progetto si chiama “Truffe...No grazie” e prevede tutta una serie di interventi, tra cui anche un opuscolo con i consigli.
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