Anziani truffati, le segnalazioni «Dopo il raggiro, resta la paura»

Primo bilancio degli operatori degli sportelli avviati dall’associazione “Allegrino” con il Comune Tra i casi più ricorrenti, i finti operatori della Asl e le telefonate dei falsi nipoti che chiedono soldi
PESCARA. Finti operatori della Asl che con un escamotage si introducono in casa e derubano il malcapitato. Telefonate da falsi nipoti, che riuscendo a camuffare la voce, dicono ai nonni di essere in difficoltà per farsi mandare soldi. Sono alcune delle truffe raccontate da persone over 65, spesso vedovi che vivono da soli, agli operatori degli sportelli di ascolto Sos truffa creati per dare assistenza agli anziani e raccogliere dubbi, paure e richieste, ma anche per fornire informazioni e suggerimenti. Gli sportelli rientrano nel progetto “Stop alle Truffe” promosso dall’assessorato alle Politiche sociali e alla Sicurezza urbana del Comune di Pescara, finanziato dal ministero dell’Interno e realizzato dall’associazione “Domenico Allegrino” Odv. Nell’ambito di una campagna di prevenzione e contrasto contro le truffe agli over 65, sono state messe in campo diverse attività, ideate e realizzate dall’associazione.
La prima riguarda l’attivazione di un numero verde gratuito 800 002082, operativo dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30. Il servizio mira ad attenuare il senso di solitudine e fragilità dei tanti anziani che hanno subito una truffa o un tentativo di raggiro e a dare suggerimenti in caso di necessità. Nei quattro centri di aggregazione per la longevità, in via di Sotto, in via Nazionale Adriatica, in via Stradonetto e in via Cesano sono stati creati altrettanti sportelli di ascolto. In quelli di via di Sotto e via Cesano c’è Anna Michetti, mentre Luca Donzelli presidia quello della Nazionale e di via Stradonetto. «Quando queste persone si rivolgono a noi», afferma Donzelli, «spesso si vergognano di raccontare ai familiari quello che gli è accaduto. Hanno un senso di pudore e non accettano di essere caduti nelle trappole. La maggior parte delle volte ci contattano dopo aver presentato denuncia, per sfogarsi». Tra gli episodi raccolti dai due operatori, diversi i casi di anziani che ricevendo mail o messaggi su Whatsapp, aprono dei link che poi hanno consentito ai truffatori di rubare tutti i dati. «Le persone», spiega Michetti, «vedono nel nostro sportello un approdo sicuro. Non perché le forze dell’ordine non siano considerate un riferimento, ma perché spesso gli anziani hanno paura di andare a denunciare, per non incorrere in ritorsioni da chi li ha truffati».
Tra gli altri casi segnalati, quello di una signora che ha fatto entrare in casa due false operatrici della Asl. «Era un’insegnante in pensione», prosegue Michetti, «che mi ha raccontato che dopo aver fatto entrare queste due persone in casa, si era accorta del raggiro, ma per paura che queste potessero farle del male, le ha lasciate agire indisturbate. Era talmente spaventata che, dopo aver presentato la denuncia e aver ricevuto la convocazione, non voleva andare. Ci ha confessato questo timore, ma alla fine l’abbiamo convinta». Altre truffe diffuse sono quelle delle telefonate dai falsi nipoti, che fingendo di stare male o di avere altre difficoltà riescono ad estorcere del denaro. «I truffatori», spiegano i due operatori, «sono diventati talmente specializzati che riescono a camuffare le voci, per cui molti sono realmente convinti di parlare con il proprio nipote».
Oltre alle attività di ascolto, che hanno registrato contatti persino da fuori regione, il progetto ha visto la realizzazione di un opuscolo con i consigli per riconoscere una truffa ed è stato distribuito anche nei mercati rionali. Tra i consigli nella guida, non aprire la porta agli sconosciuti, considerato che visite di funzionari del Comune o di tecnici di gas, acqua o linee telefoniche vengono sempre annunciate da una comunicazione ufficiale; stare attenti al momento del prelievo di denaro agli sportelli; non cliccare su link presenti in messaggi o chat e non comunicare mai dati personali telefonicamente.
Un’altra attività di sensibilizzazione ha riguardato gli amministratori di condominio della sezione provinciale Anaci. Nell’ambito del progetto è stato realizzato un video in cui persone anziane raccontano di truffe subite o sventate. Il filmato verrà proiettato nelle assemblee nei condomini e nelle parrocchie.

