Anziano raggirato per mesi da falsa nipote

28 Marzo 2019

L’85enne avrebbe consegnato ripetutamente la pensione a lei e al complice fino a quando il figlio ha avvisato i carabinieri

MONTESILVANO. Aveva preso così tanto a cuore le sorti della coppia che neanche al figlio aveva rivelato perché non aveva più la disponibilità economica garantita fino a quel momento dalla sua pensione. Ma di quel repentino impoverimento del genitore, senza che questi avesse cambiato abitudini o stili di via, ha messo subito in allarme il figlio dell’85enne che, a fine agosto, si è rivolto ai carabinieri. E due giorni fa, a distanza di sette mesi, gli stessi carabinieri della compagnia di Montesilvano diretti dal capitano Luca La Verghetta hanno arrestato la coppia che, approfittando dell’ingenuità del pensionato, per mesi gli avrebbe sottratto la pensione. Si tratta di «un uomo e una donna», scrive il comando provinciale dei carabinieri di Pescara limitandosi a dare le iniziali, «D.M. e S.B., entrambi quarantenni e dimoranti a Montesilvano».
Per entrambi sono scattati i domiciliari, per circonvenzione di persona incapace, su ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pm Anna Benigni e disposta dal gip Antonella Di Carlo.
In sostanza, secondo quanto ricostruito in questi mesi dai militari della stazione di Montesilvano diretta dal maresciallo maggiore Domenico Addesi, tutto sarebbe nato da una conoscenza superficiale tra l’anziano e la donna, rivelatasi poi già nota alle forze dell’ordine per truffa e furti vari. In questo caso, approfittando della fiducia dell’85enne, con l’aiuto del complice, la donna avrebbe fatto in modo di accompagnare più volte l’anziano a ritirare la pensione all’ufficio postale. E una volta al suo fianco, tra bugie e suggestioni, sono riusciti in più di un’occasione a farsi consegnare gran parte della pensione, dai mille ai 1.200 euro, lasciando al titolare appena 200 euro al mese per il suo sostentamento. Il tutto piangendo guai e miserie e ostentando una situazione personale ed economica tale da impietosire l’anziano fino a coinvolgerlo in quella disperazione. Per la quale, quindi, lui gli consegnava gran parte della sua pensione.
Una scaltrezza non da poco da parte dei due, bravi anche a coinvolgere emotivamente l’85enne e addirittura a fargli credere che lei, la donna, era una sua nipote. Verso la quale, dunque, il pensionato ha sentito il dovere morale di aiutarla fino, però, a spogliarsi delle sue risorse economiche. E fino al punto di nascondere anche al figlio che gli chiedeva conto di quella improvvisa ristrettezza economica, i contatti e le frequentazioni con la coppia.
Ma le difficoltà economiche in cui l’anziano era precipitato per colpa dei due truffatori erano tali da convincere lo stesso figlio a rivolgersi ai carabinieri. I quali, due giorni fa, dopo aver tenuto sotto osservazione la coppia e ricostruito in modo inequivocabile le condotte di reato, d’intesa con il pm, l’hanno arrestata. Restituendo alla vittima la libertà economica di cui si era privata per mesi.
E alla fine gli stessi carabinieri commentano: «Si sottolinea l’importanza della collaborazione dei cittadini con le istituzioni», come scrive il comando provinciale di Pescara, «in modo tale da poter permettere gli opportuni accertamenti ed evitare gli odiosi reati ai danni delle fasce protette».
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