Aperto il teatro Gianni Cordova

19 Maggio 2019

Folla e tanta commozione. La moglie Vera: oggi il suo sogno è realtà

PESCARA. «Qui ci voglio un teatro» ripeteva Gianni Cordova, il fondatore della Laad scomparso nel gennaio 2017, alla figlia Margherita e alla moglie Vera.
E lì, nell’ex sede della circoscrizione Castellamare di viale Bovio, nei locali di proprietà del Comune, ieri è stato inaugurato il “suo” teatro alla presenza di una folla di autorità e cittadini.
Quel vecchio auditorium di 180 posti, è stato rinnovato e ristrutturato dalla Laad in collaborazione con il teatro stabile abruzzese diretto da Simone Cristicchi che insieme a William Zola curerà gli eventi del nuovo spazio culturale cittadino.
Una struttura che nelle intenzioni di Margherita Cordova e Vera De Gregoriis, dovrà diventare «il teatro punto di riferimento della città».
Ora il sogno del fondatore della Laad (Lega abruzzese antidroga) è compiuto. Il teatro Gianni Cordova è realtà. Ieri mattina alle 12 il taglio del nastro («con le forbicione di nonno Arturo», papà di Gianni emigrato da Catania a Pescara decenni fa) alla presenza del sindaco Marco Alessandrini, dell’assessore al Patrimonio Gianni Teodoro e dell’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, altri assessori della giunta uscente, candidati in corsa alle amministrative e associazioni di volontariato che collaborano con la Laad, tra cui Missione.....Possibile diretta da Pino D’Atri.
«Papà sarebbe stato contento e orgoglioso di questo traguardo», rivela Margherita, operatrice culturale, scrittrice e aiuto regista, «era il nostro progetto, credeva in uno spazio sociale che fosse fucina di talenti e vicino alla comunità». Shakespeare e teatro per bambini saranno tra le prime rappresentazioni. Ma intanto ieri sera a calcare il palcoscenico, nella festa inaugurale, sono stati i musici dell’orchestra delle 12 note diretta dal maestro Riccardo Rossi; poi schegge dal Giulio Cesare di Shakespeare per la regia di Zola che ha raccontato di quando Cordova «mi marcava stretto» perché desiderava «calcare le scene, ma io prendevo tempo perché la figlia Margherita si opponeva alle sue volontà. Faremo crescere questo luogo come lui avrebbe voluto». Sul palco ieri sera anche le danze dal mondo dell’associazione Didee di Donatella Di Iulio.
Un sogno realizzato grazie alla sinergia tra Comune e Laad (la convenzione fu stipulato proprio da Cordova nell’ottobre 2016, l’ultimo dono alla città prima di morire), Tsa e associazione Torre del Bardo.
Vera De Gregoriis ha ringraziato coloro che hanno contribuito alla «realizzazione del sogno di Gianni»; Alessandrini ha recitato Shakespeare e ha detto che «è un progetto bellissimo, l’ultimo sogno dell’uomo che ha dato tanto alla città e che dovevamo concretizzare»; Teodoro ha ricordato di quando «insieme a Gianni parlavamo di come mettere in piedi questo teatro»; Di Iacovo ha sottolineato che la «visione» di Cordova è stata quella giusta. Giorgio Iraggi, direttore amministrativo del Tsa aquilano: «Questo teatro è fatto della stessa materia dei sogni. Anche all’Aquila vorremmo una sala così straordinaria, invece non riusciamo ancora a riavere il nostro teatro» lesionato dal terremoto.