Appalti Asl e corruzione: in aula i testi dell’accusa per l’ex manager Ciamponi

Nel mirino della Procura, l’auto acquistata dal dirigente: «Soldi dati da Trotta» La difesa: «Ha acquistato la macchina con un assegno suo, da 2.400 euro»
PESCARA. Sfilata di testi dell’accusa, ieri, nel processo a carico dell’ex direttore generale della Asl di Pescara Vincenzo Ciamponi (presente in aula), accusato di corruzione per l’esercizio della funzione nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo della gara di appalto da 11 milioni di euro assegnata a suo tempo alla coop sociale La Rondine di Lanciano. Una inchiesta che ebbe il suo epilogo, anche drammatico, con gli arresti che scattarono il 7 aprile del 2021, stesso giorno in cui, uno degli arrestati, il dirigente medico Sabatino Trotta, si tolse la vita nel carcere di Vasto.
Ciamponi è l'unico imputato rimasto dopo la morte di Trotta e dopo i patteggiamenti dell'ex presidente della Coop, Domenico Mattucci, e della coordinatrice della stessa coop, Luigia Dolce (due anni di reclusione ciascuno con la sospensione della pena).
Ieri, a ricostruire la vicenda rispondendo alle domande dei pm Anna Benigni e Luca Sciarretta, centrando il bersaglio su Ciamponi, è stata la capitana Chiara Iale della guardia di finanza. Ha ripercorso velocemente le fasi più delicate dell'inchiesta, soffermandosi sul ruolo di Ciamponi che firmò il contratto a favore della Coop, sponsorizzata da Trotta. Punto centrale del processo, una presunta tangente di 8.000 euro che Trotta avrebbe ricevuto da Mattucci e che doveva essere destinata a Ciamponi per acquistare un'auto a suo figlio. Nel capo di imputazione si parla di soldi che Ciamponi avrebbe utilizzato «in parte quale provvista per il pagamento al venditore Enrico Sborgia», ieri in aula per la sua deposizione. Macchina acquistata con un assegno di 2.400 euro firmato da Ciamponi. «Oggi si è cristallizata l’accusa nei confronti di Ciamponi», ha detto a margine dell'udienza il suo legale, l'avvocato Massimo Galasso, «a modo di vedere di questa difesa non c'è stata nessuna evidenza probatoria a carico di Ciamponi, abbiamo soltanto appreso che ha acquistato un'autovettura con i suoi soldi, non mi pare ci sia niente altro. Questo forse è un processo che era per altri che hanno già risolto la loro posizione chi processualmente e chi, purtroppo, drammaticamente». Il riferimento è a Mattucci e Dolce e soprattutto a Trotta, elemento chiave dell’inchiesta, che però non c'è più. I vari testi dell’accusa hanno sostenuto che comunque quella gara sarebbe andata a La Rondine che era già in proroga. Ma a gettare ombre sull’operato di Ciamponi sono le intercettazioni riportate dalla finanza che seguì anche Ciamponi e Trotta mentre in auto si recavano dal concessionario: momento in cui, secondo l'accusa, Trotta avrebbe consegnato gli 8.000 euro al numero uno della Asl. Ma non intervenne nessuno perché in quel periodo la richiesta di arresti per Trotta, Mattucci e Dolce si trovava già dal gip.
Un passaggio riportato dalla capitana Iale ha però destato l’attenzione del collegio: e cioè la formazione della provvista, della tangente, da parte di Mattucci. Quest’ultimo (e lo spiega lui stesso nell’incidente probatorio acquisito ieri agli atti del processo), consegnò a dipendenti della Coop quattro assegni da 1.900 euro l’uno, che i destinatari avrebbero dovuto versare sui propri conti e ritirare in contanti per consegnarli a Mattucci. Circostanza che ieri hanno confermato tutti, anche se non sapevano il perché di quell'operazione. Soldi che vennero consegnati a Trotta proprio il giorno in cui il dirigente medico e Ciamponi si recarono dal concessionario. «Diciamo», interviene Ciamponi a margine dell'udienza, «che dopo queste vicende era bene che io andassi via, anche perché ho concluso il mio mandato. Tre avvisi di garanzia in tre anni sono tanti. Sono arrivato qui per fare certe cose in favore della Asl e le ho fatte. Con molto rammarico chiudo questi tre anni con questi avvisi di garanzia che non merito. Forse ho stretto le mani a persone sbagliate e una di queste era Trotta. Mi sono fidato, ho avuto fiducia, ora si sta vedendo cosa ha fatto».

