Appalti pilotati a Bussi È cominciato il processo

PESCARA. Con le questioni preliminari si è aperto, ieri, davanti al tribunale collegiale il processo con giudizio immediato sui presunti appalti pilotati per la ricostruzione post-sisma a Bussi e...
PESCARA. Con le questioni preliminari si è aperto, ieri, davanti al tribunale collegiale il processo con giudizio immediato sui presunti appalti pilotati per la ricostruzione post-sisma a Bussi e Bugnara. Tra i 15 imputati figurano gli imprenditori umbri Stefano Roscini e Angelo Riccardini, l'ex colonnello dell'Esercito Giampiero Piccotti, l'ex capo dell'Ufficio per la ricostruzione numero 5 di Bussi, Angelo Melchiorre, l'architetto Emilio Di Carlo. In particolare, i difensori dell'imprenditore Roscini, gli avvocati Pietro Gigliotti e Massimo Galasso, hanno eccepito la nullità del decreto di giudizio immediato perché sostengono che non sarebbero state rispettate le condizioni che consentono tale rito speciale. «Il nostro assistito», spiega l'avvocato Gigliotti «non è stato interrogato in ordine a tutti capi di imputazione per i quali è stato chiesto il giudizio immediato, ma solo per quelli oggetto della misura cautelare degli arresti domiciliari, poi subito sostituita con l'obbligo di dimora. Siccome il pm successivamente non ha provveduto a richiedere l'interrogatorio, che è uno dei presupposti per i quali è possibile richiedere il giudizio immediato, allora abbiamo eccepito la nullità. Il decreto di giudizio immediato», aggiunge Gigliotti «può essere fatto solo se c'è l'evidenza della prova, e comunque non c'era, e sul previo interrogatorio della persona che viene sottoposta a indagine e su tutti i capi di imputazione per i quali il pm ha chiesto il processo».
L'udienza è stata aggiornata al 13 settembre per consentire la replica del pm. Subito dopo il collegio deciderà se accogliere o meno l'eccezione sollevata dai difensori di Roscini, alla quale si sono associati gli avvocati degli altri imputati. La vicenda ruota attorno alla progettazione degli aggregati dei lavori: secondo l’accusa, rappresentata dal procuratore Anna Rita Mantini, i progetti non sarebbero stati fatti dai tecnici locali ma da incaricati del consorzio Ges.com «del tutto estranei», si legge nel capo di imputazione, «al rapporto fiduciario interno tra il consorzio affidante i lavori e i professionisti firmatari del carteggio».

