Appalto da 1,5 miliardi per imbottigliare acqua

17 Giugno 2023

Gara da record per far rinascere i marchi di Canistro e Caramanico

PESCARA. L’acqua può valere più dei fondi Pnrr o di un sei da record al Superenalotto. Con un appalto stratosferico la Regione Abruzzo punta ad incassare 1.504.170.869 euro per l’intera durata del contratto di venti anni. L’acqua diventerà oro purché l’operazione, partita ieri mattina, vada in porto. Ma non è facile perché il più ricco degli appalti del governo Marsilio si basa su una scommessa, quella di far resuscitare due marchi dell’Abruzzo: l’acqua minerale di Canistro, meglio nota come Santa Croce, e le acque termali di Caramanico Terme. Le concessioni fino al 2044 di quattro sorgenti, suddivise in due lotti, sono state messe a gara dall’Aric, l’Agenzia regionale per l’informatica e la committenza, su incarico del Servizio di Energia e Risorse del Territorio che fa capo all’assessore all’Ambiente Nicola Campitelli e, dal punto di vista operativo, al dirigente Dario Ciamponi.
Insieme, le quattro sorgenti, producono la bellezza di 1.859.086.200 litri d’acqua l’anno. È un obiettivo ambizioso non facile però da centrare perché se da un lato l’acqua minerale da imbottigliare o termale diventa un volano per l’economia e il turismo, dall’altro bisogna tener presente che, nel caso di Canistro per esempio, le precedenti gare d’appalto non sono andate a buon fine, per ostacoli di vario tipo, tra cui anche un ricorso ai giudici amministrativi. Ma la Regione non si arrende e riparte affidandosi all’Aric che ha fissato al 31 luglio il termine per presentare le offerte.
I DUE LOTTI. Il primo lotto in gara è composto da due sorgenti, entrambe nel comune aquilano di Canistro.
La Sant’Antonio-Sponga è geograficamente ubicata a valle del terrazzamento “Serra Sant’ Antonio”, lungo le pendici sud-orientali del Monte Viperella-Catena dei Monti Simbruini. Il riconoscimento dell’acqua minerale “Sant’Antonio-Sponga”, al fine dell’imbottigliamento e della vendita, è avvenuto con decreto del ministero della Sanità del 22 aprile del 1999, confermato con un secondo decreto del 2001, attualmente vigente, dove viene riportata la denominazione “Fonte Sant’Antonio di Canistro Sponga”. Le ultime analisi chimiche sulle qualità di quest’acqua sono state trasmesse il 31 gennaio di quest’anno al ministero della Salute.
L’altra sorgente è la “Fiuggino”, situata a quota 730 metri sul Colle Capranica. Il riconoscimento dell’acqua minerale “Fiuggino”, sempre per l’imbottigliamento e la vendita, è avvenuto il 16 aprile 1971 mentre le ultime analisi sono datate dicembre 2022, quindi anch’esse recenti.
Il secondo lotto si compone di due sorgenti, La Salute e Santa Croce-Pisciarello, nel comune pescarese di Caramanico terme. Il riconoscimento dell’acqua termale “La Salute”, per uso idropinico ed inalatorio, è avvenuto con decreto del ministero della Sanità il 15 febbraio 1991 e per la balneofangoterapia nel trattamento delle vasculopatie, nel mese di maggio del 2014. ll riconoscimento dell’Acqua termale “Pisciarello” risale invece al 1990.
LE PORTATE. Quella della sorgente Sant’Antonio-Sponga è di entità notevole: 50 litri al secondo pari a ben 1.576.800.000 litri l’anno.
La Fiuggino si ferma a mezzo litro al secondo e 15.768.000 l’anno; La Salute a 0,7 e 22.075.200, il Pisciarello a 0,5 e 15.768.000.
ll futuro concessionario dovrà corrispondere alla Regione 4 euro per ogni 1.000 litri o frazione di acqua minerale imbottigliata e suoi derivati prodotti; 50 centesimi per ogni 1.000 litri o frazione di acqua termale emunta; 1 euro per ogni 1.000 litri o frazione di acqua di sorgente imbottigliata.
IL VALORE DELLE CONCESSIONI . È calcolato in base al fatturato totale del concessionario generato, nei venti anni di contratto, grazie alla gestione dei servizi appaltati.
Sulla base delle portate d’acqua, citate poc’anzi, la Regione ha quindi stimato un prospetto economico con cui ha stabilito i prezzi posti a base d’asta che arrivano a cifre con nove zeri. Il valore stimato del lotto 1 di Canistro è infatti di 1.451.573.801 euro. Per il lotto 2 di Caramanico terme è invece di 52.597.068 euro.
MARSILIO E CAMPITELLI. «Con la pubblicazione di questa gara si pone fine a una situazione che ha visto il blocco delle attività termali a causa di un fallimento e a quello dello sfruttamento delle sorgenti a seguito della scadenza della concessione. La Regione», dichiarano il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e l'assessore Nicola Campitelli, «punta al rilancio del sistema termale e allo sfruttamento delle sorgenti nella convinzione che si possa recuperare quel ruolo importante che si era già registrato in passato. Un ruolo capace di sviluppare da un lato l’aspetto turistico e curativo legato alle terme e alla qualità delle acque abruzzesi e dall’altro economico, attraverso l’aumento dell’occupazione e l’avvio di nuove economie circolari».
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