Appalto rifiuti revocato 300 mila euro di danni

Tre anni dopo lo stop di Di Mattia, la Rieco chiede un maxi risarcimento Maragno: pretesa impossibile. E scatta un nuovo procedimento davanti al Tar
MONTESILVANO. Quasi 300 mila euro. È arrivato il conto per l’appalto dei rifiuti revocato nel 2012 dall’amministrazione di centrosinistra dell’allora sindaco Attilio Di Mattia. Un appalto da 32 milioni di euro per 5 anni bloccato quando era stato assegnato già in via definitiva alla Rieco, ditta del gruppo Di Zio, dall’amministrazione di centrodestra dell’era Pasquale Cordoma.
Ricorso bis. L’azienda ha presentato un altro ricorso al Tar per ottenere il risarcimento dei danni legati all’appalto sfumato della differenziata: 296.703 euro. Una richiesta, quella della Rieco, che arriva con la raccolta differenziata che a Montesilvano raggiunge a malapena il 20 per cento e con i lavoratori della Tradeco, la ditta pugliese che ha vinto la seconda gara da 20 milioni di euro, ancora in stato di agitazione per gli stipendi pagati in ritardo.
Sentenza del Tar. La richiesta di risarcimento danni della Rieco si basa su una sentenza del Tar di Pescara risalente al 2013: la ditta aveva citato il Comune per annullare la gara d’appalto bis, ma i giudici amministrativi si erano schierati con l’amministrazione Di Mattia. Successivamente, anche il Consiglio di Stato ha giudicato legittimo il percorso amministrativo seguito dall’ex sindaco. La sentenza del Tar aveva stabilito che il Comune può revocare una gara d’appalto anche ad assegnazione definitiva avvenuta ma, in questo caso, l’azienda ha diritto a essere rimborsata.
Cifra contestata. Sì, ma di quanto? I giudici non avevano deciso l’ammontare esatto del risarcimento. E, adesso, la somma è contestata: «In ragione della responsabilità precontrattuale», dice la sentenza, «vanno risarcite tutte le spese documentate e specificamente sostenute dalla ditta per partecipare alla gara e quelle sostenute in vista della stipulazione del contratto (tra le quali anche quelle effettivamente sostenute per difendere la legittimità degli atti di gara. Vanno risarcite, in particolare, le spese inerenti l’elaborazione dell’offerta». Poi, «devono essere risarcite anche le spese sostenute per la retribuzione del personale dipendente all’interno della società e le spese generali per il funzionamento della struttura aziendale». Secondo il Tar, la Rieco e il Comune avrebbero potuto trovare un accordo su «una somma a titolo di responsabilità precontrattuale volta a risarcire i soli danni subiti “nei limiti dell’interesse negativo”». E sulla somma «vanno corrisposti gli interessi legali dalla data del deposito della sentenza fino a quella di effettivo soddisfo». In mancanza di accordo, sarà il Tar a decidere.
«Pretesa non condivisibile». Intanto, in Comune è arrivata la richiesta della Rieco. Una cifra che l’amministrazione Maragno non vuole pagare anche perché di soldi in cassa, a Montesilvano, ne sono rimasti davvero pochi: debiti per 65 milioni di euro e voci di un possibile pre-dissesto finanziario come già accaduto a Pescara. Secondo la giunta, «le pretese della Rieco non sono condivisibili»: il primo aprile scorso, la giunta, con i voti del sindaco Francesco Maragno, dell’assessore all’Igiene urbana Paolo Cilli e degli altri assessori Maria Rosaria Parlione, Leo Brocchi, Valter Cozzi e Lucia D’Onofrio (assenti il vicesindaco Ottavio De Martinis e l’assessore al Bilancio Caterina Verrigni) fonda il parere su una lettera riservata del dirigente dei Lavori pubblici Gianfranco Niccolò. Una nota che taglia, a detta del Comune, la cifra da versare alla Rieco: ora sarà l’avvocato comunale Marina De Martiis a difendere l’amministrazione nel nuovo procedimento davanti al Tar.
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