Apparecchio per i raggi mai utilizzato da 4 anni

2 Giugno 2017

La denuncia di Pettinari (M5S): «Alla Asl uno spreco da 250mila euro Il teleradiografo comprato nel 2013 abbandonato nel distretto di Pescara Nord»

PESCARA. Uno «spreco» da 250 mila euro nella sanità pescarese. Con un macchinario per i raggi X acquistato nel 2013 a 167 mila euro, dimenticato per due anni, mai usato e già rotto. Tanto che per aggiustarlo, ora, servirebbero altri 70 mila euro. A raccontare la storia del teleradiografo della Asl di Pescara è il consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari che promette: «Segnaleremo ai Nas questa vicenda per capire se c’è un danno erariale per le casse pubbliche».
Un macchinario inutilizzato da 4 anni mentre le liste d’attesa si allungano: «A quattro anni dall’acquisto, il teleradiografo giace abbandonato nel distretto di Pescara Nord», denuncia Pettinari, «la Asl sembra sempre più l’azienda sprechi locale, più che sanitaria. Gli sprechi che in questi anni si sono verificati rappresentano una palese mala gestione dei soldi dei contribuenti. I servizi diminuiscono, i presidi sono intasati con ore di attesa e quando si dispone di un macchinario che potrebbe smaltire code e aumentare i servizi si lascia giacere nelle stanze, senza neanche l’accortezza di metterlo in funzione prima della scadenza della garanzia. Questo stato di cose in qualunque altro paese europeo sembrerebbe una barzelletta, da noi è una triste realtà».
La denuncia del consigliere grillino ruota intorno a un’apparecchiatura acquistata dalla Asl nel 2013 al prezzo di 167 mila euro. Ma, dal 2013 al 2015, secondo la ricostruzione di Pettinari, quel macchinario non è stato mai usato ed è rimasto «abbandonato per due anni nel distretto sanitario di Pescara Nord». Solo a garanzia scaduta, dice Pettinari, la Asl avrebbe tentato di metterlo in funzione: «Nel 2015 si è cercato di azionarlo per la prima volta e si è scoperto che un pezzo, il detettore, non è funzionante. Per ripararlo», dice Pettinari, «servono altri 72.054 euro». E chi paga? «La garanzia è scaduta dopo i due anni di abbandono», afferma Pettinari.
L’esponente del M5S contesta la giunta regionale D’Alfonso e l’assessore Pd alla Sanità Silvio Paolucci: «Quello che più mi preoccupa è che la giunta regionale nell’applicare i drastici tagli agli ospedali d’Abruzzo ha sempre portato come rassicurazione un aumento dei servizi nei distretti sanitari. È questo l’aumento dei servizi di cui parlavano? La medicina territoriale», dice Pettinari, «se deve essere considerata una valida alternativa al presidio ospedaliero deve funzionare come un ingranaggio perfetto e non rendersi teatro di simili sprechi e incuranza. Sono proprio queste le strutture sul territorio che dovrebbero supportare i presidi ospedalieri fornendo i servizi per cui di fatto non serve il ricovero. Se queste strutture non funzionano il cittadino che deve fare una radiografia, per esempio, andrà ad intasare l’ospedale rendendo più lento il servizio sia per i ricoverati che per i “giornalieri”. Non curare questi presidi territoriali vuol dire che l’alternativa per il paziente sembrerebbe inevitabilmente quella di dirigersi verso le strutture convenzionate».
Pettinari denuncia un altro problema che riguarda Nefrologia: «È da oltre un anno che i pazienti in dialisi lamentano disservizi nel condizionamento delle sale preposte al trattamento, già di per sé invasivo, eppure è arrivato un’altra volta il caldo e i condizionatori nel reparto non funzionano. Sono davvero queste le coccole che il presidente aveva promesso ai pazienti abruzzesi?».