“Apparse” sul Colle le dieci madonne di Pep Marchegiani

MONTESILVANO. La profezia del commerciante Bruno Peca si è avverata: a Montesilvano Colle è apparsa davvero la madonna. Anzi ne sono apparse dieci, tutte con la firma dell’artista abruzzese Pep...
MONTESILVANO. La profezia del commerciante Bruno Peca si è avverata: a Montesilvano Colle è apparsa davvero la madonna. Anzi ne sono apparse dieci, tutte con la firma dell’artista abruzzese Pep Marchegiani. Il mistero che fino a mercoledì ha avvolto l’evento “Scusate il ritardo. 1988-2016”, promosso nel borgo storico dallo Spazio Culturale Br1, è stato finalmente svelato. A 28 anni dal mancato miracolo del Colle della Vecchia, quando 20 mila persone trascorsero un’intera giornata a fissare il cielo in attesa dell’apparizione della Vergine, annunciata dal parroco don Vincenzo Diodati e dalla veggente Maria Antonietta Fioritti, la madonna si è concretizzata sotto forma di statue di ceramica a Montesilvano Colle.
È stata l’anteprima del progetto I©onography, una mostra in cui l’artista Marchegiani si cimenta per la prima volta con la ceramica e con gli acciai, fondendo in maniera originale e distonica l’arte sacra del passato con i simboli di “culto” della modernità: dalle grandi firme dell’abbigliamento ai tatuaggi, passando per cellulari e bottiglie di alcolici. Al fianco della Pietà di Michelangelo o del patrono abruzzese San Gabriele, rivisti in chiave contemporanea, non poteva mancare l’immagine sacra per eccellenza, l’unica che accomuna più religioni, ossia la Madonna. Si tratta in questo caso però di una vergine alata e armata, con bombe e penne, perché le guerre possono essere anche culturali. Una madonna che, nella visione dell’artista, dichiara guerra alla Chiesa come istituzione per aver perso il ruolo di guida per i suoi devoti, sempre più corrotti, ma anche di promotrice dell’arte come accadeva nel passato.
Quattro i colori scelti per le madonne. «Oro per l’opulenza della Chiesa», spiega Marchegiani, «rosso come il sangue di Cristo, bianco per la purezza e infine il nero, che rappresenta il buio e la morte». La mostra, allestita in una vecchia cantina del borgo, resa ancor più suggestiva da lumini e canti gregoriani, approderà a febbraio a Milano, prima di volare alla volta di Parigi, dove l’esposizione prenderà il nome di Lady War. (a.l.)
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