Appartamento a fuoco in centro Avvocato fugge e lancia l’allarme

Rogo causato da un probabile cortocircuito, evacuate sei famiglie. In strada anche gli altri residenti Il professionista: «Ho sentito uno scoppio e poi ho visto le fiamme, è successo tutto in un attimo»
PESCARA. Il fumo nero visibile in tutta la zona del centro, gente in strada spaventata, vie interrotte e il via vai dei mezzi di soccorso, vigili del fuoco e polizia. Attorno alle 18 di ieri, nell’orario del passeggio e dell’aperitivo, è divampato un incendio nell’appartamento all’ultimo piano di una palazzina al civico 158 di via Cesare Battisti, a poche centinaia di metri dalla movida di piazza Muzii.
A prendere fuoco, per cause in corso di accertamento, un appartamento al quarto piano dello stabile, che fa angolo con via De Amicis. Nel momento in cui si sono scatenate le fiamme, all’interno c'era il proprietario, l’avvocato Lorenzo Petruzzi il quale è riuscito subito a fuggire e a dare l’allarme.
Sul posto, in pochissimi minuti, sono piombati i vigili del fuoco del comando provinciale con 11 uomini e cinque mezzi e i poliziotti della squadra volante. Immediatamente hanno evacuato il palazzo, in cui abitano in totale sei famiglie. Al loro arrivo alcuni degli inquilini, di fronte al fumo e al forte odore di bruciato, si erano già precipitati in strada. E da lì hanno seguito istante per istante le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza dello stabile, aspettando di ricevere notizie sulla condizione degli appartamenti. Operazioni andate avanti sino a tarda ora. Quasi certamente proseguiranno anche oggi le verifiche tecniche, soprattutto per quanto riguarda i solai, per capire se ci siano stati dei danni strutturali e, nel caso, di quale gravità. Completamente distrutto, eccetto due stanze, invece, l'appartamento su due livelli di Petruzzi. «È successo tutto in un attimo», racconta il professionista mentre dalla strada segue l’intervento dei vigili. «Ero tornato da poco dal mare e stavo per andare a farmi una doccia quando ho sentito uno scoppio provenire dal soggiorno, quindi come sono andato a controllare e ho visto il fuoco. Con quello che avevo addosso e scalzo, prima che la situazione potesse diventare più critica, sono scappato per le scale e ho fatto chiamare i vigili del fuoco. Per fortuna, ero solo in casa. Quello che ho sentito», spiega, era come uno scoppio di una lampadina».
Sulle cause del rogo al momento i vigili non si sbilanciano. Aspettano di completare gli accertamenti. Fra le ipotesi, il cortocircuito che potrebbe aver riguardato proprio una lampada lasciata accesa.
«Sono stati dei momenti concitati», riferisce la signora Laura, che abita con il marito e la figlia al secondo piano del palazzo. «Noi all'inizio non ci siamo accorti di nulla. Stavamo tranquillamente parlando in sala, poi come mio marito ha aperto la finestra abbiamo visto e sentito il fumo. A quel punto siamo scesi di corsa per le scale e abbiamo iniziato a suonare i campanelli per avvisare gli altri condomini. C’era un signore al primo piano che stava dormendo e gli abbiamo detto di uscire. In strada c’era già Petruzzi che aveva allertato i soccorsi».
«Anche io», dice un’altra inquilina, Donatella De Luca, «mi sono accorta dal forte odore di fumo. Poi sono subito arrivati i vigili del fuoco e la polizia e hanno accompagnato fuori chi, come me, era ancora all'interno del palazzo. Ora aspettiamo di sapere quando potremo rientrare nelle abitazioni».
Le operazione dei vigili sono andate avanti per diverse ore. Proprio per consentire gli interventi, parte di via Battisti e di via De Amicis è stata transennata e la viabilità interdetta alle auto. A regolare la circolazione, la polizia municipale. Di fronte all'alta colonna di fumo, in tanti, dai palazzi vicini si sono riversati in strada.

