Appartamento in fiamme per il presepe

3 Dicembre 2017

Intossicati sei poliziotti e una donna. Il rogo causato da un corto circuito mentre la proprietaria infila la spina nella presa

PESCARA. Doveva essere «un presepe enorme, tanto da riempire quasi una stanza». E invece durante l’allestimento è stato sufficiente infilare una spina nella presa della corrente elettrica ed è scoppiato un incendio che ha divorato tutto, a partire proprio da quel presepe e dalla stanza dove lo stavano allestendo. La proprietaria dell’appartamento è fuggita immediatamente, mettendosi in salvo, mentre le lingue di fuoco si ingrandivano sempre di più fino ad uscire da due finestre che guardano su piazza Salotto.
Nel giro di pochi minuti, dopo le 17, in piazza della Rinascita si sono raggruppati tantissimi curiosi che hanno assistito alle operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco, arrivati con due mezzi e l’autoscala, grazie alla quale hanno raggiunto il secondo piano del palazzo, dove il rogo continuava a svilupparsi, e hanno domato l’incendio. Nel frattempo l’edificio, con 12 appartamenti (occupati per la metà da uffici) si è riempito di fumo. Poliziotti e vigili hanno raggiunto e fatto uscire immediatamente quattro persone che si trovavano in casa e le hanno tratte in salvo, evitando che trascorressero altro tempo nel palazzo, dove il fumo continuava a propagarsi. Tra gli inquilini soccorsi anche un disabile di 68 anni che vive al quarto piano e che, in quei minuti, era in casa con la badante. Quando i due hanno capito cosa stava accadendo si sono rifugiati sul balcone, perché stava diventando difficile respirare.
Ripercorre quei momenti Luigi Parisi, ex giornalista Rai, che vive al quarto piano dello stabile di piazza della Rinascita, numero 113. «Non mi ero accorto di niente», dice. «Ha citofonato la polizia, dicendo che dovevamo uscire per via di un incendio. Non ci ho creduto, lì per lì’ ho pensato a uno scherzo. Poi ho aperto la porta, ho visto il fumo e ho capito». Giusto il tempo di infilare il cappotto e Parisi è sceso in strada, con le pantofole, insieme alla moglie. Ma prima di andare via ha staccato l’interruttore della luce e ha afferrato una torcia, che ha utilizzato per farsi strada lungo la gradinata mentre abbandonava il palazzo. «L’aria si era fatta pesante, a causa del fumo, e l’inquilino del quarto piano, che era a casa con la badante, ha raggiunto il terrazzo, per riuscire a respirare. È stato recuperato lì dai soccorritori e portato via».
In piazza c’erano diverse ambulanze, tra 118 e associazioni di volontari, e gli inquilini sono stati controllati sul posto perché, tra spavento e fumo, potevano aver bisogno di cure. Ma solo una donna è stata trasportata al pronto soccorso, per un controllo più approfondito, a causa di una lieve intossicazione, mentre per gli altri inquilini fuggiti dal rogo non è stato necessario il trasferimento in ospedale. Hanno avuto bisogno di accertamenti in ospedale i componenti delle sei pattuglie della squadra volante che hanno trascorso diversi minuti nel palazzo e hanno respirato un bel po’ del fumo sprigionato dal rogo.
L’attività dei vigili del fuoco, una volta domate le fiamme, è andata avanti a lungo per esaminare la situazione dell’appartamento dove è scoppiato l’incendio e di quello al piano superiore. Per entrambi è stata decisa l’inagibilità parziale, considerati i danni provocati dalle fiamme e dal calore.
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