Appello a Bergoglio per i venti disabili senza assistenza

6 Luglio 2017

Le famiglie scrivono al Papa per i figli esclusi dai servizi di riabilitazione. Trovate solo alternative a pagamento

PESCARA. Una si trova in via Maiella, nella sede dell'Arda (associazione regionale Down Abruzzo) e l'altra in via Lago di Posta (traversa di via Sacco) accanto alla parrocchia Santi Angeli Custodi diretta da don Massimiliano De Luca. Sono pronte le due strutture destinate all'accoglienza dei venti giovani affetti da varie disabilità psichiche e motorie (autismo, ritardi mentali, schizofrenia) che, dal primo luglio, hanno dovuto lasciare l'istituto Paolo VI di via Pesaro a causa dello stop dei fondi regionali destinati alla riabilitazione dei pazienti più gravi.
Alcuni di questi pazienti, infatti, rimarranno all’istituto Paolo VI per continuare la riabilitazione. I venti esclusi, quelli che soffrono di patologie meno gravi, ma pur sempre importanti, insieme alle loro famiglie, hanno scelto strade diverse. Alcuni hanno chiesto aiuto e ospitalità alle associazioni Anffas e DiversiUguali, presiedute da Maria Pia Di Sabatino e Gianna Camplone. Altri potranno rivolgersi, a pagamento, ai centri diurni promessi nei giorni scorsi da don Marco Pagniello, direttore della Caritas, a capo della Fondazione Paolo VI che conferma la disponibilità dei locali. «Chi lo vorrà»» spiega don Marco affiancato da don Massimiliano, per tutti don Max, «potrà rivolgersi sia alla sede di via Maiella che al centro diurno "Gli Angeli", in via Sacco, entrambi disponibili ad accogliere queste persone per un percorso socio assistenziale che prevede anche momenti ludici e di svago». Intanto le famiglie dei "ragazzi", tutti tra 40 e 50 anni, hanno scritto una lettera ( con allegati gli articoli de Il Centro) a Papa Francesco per chiedere «l'intercessione di una preghiera e una parola di conforto» in un momento in cui «le istituzioni ci abbandonano al nostro destino».
«Lasciare il Paolo VI dove per anni i nostri figli hanno socializzato e sono stati sempre insieme» raccontano i genitori «è stato un trauma. Qualcuno piange e si dispera, altri restano muti nel loro dolore. Ora dovremo tutti riorganizzare le nostre vite e sborsare soldi di tasca nostra. I compensi previsti per tenere i ragazzi nelle due strutture promesse ammontano a 25 euro al giorno, compresi i pasti, 20 euro pranzo escluso». I genitori hanno anche chiesto informazioni al Don Orione e «ci siamo sentiti rispondere che anche lì ci sono coloro che tecnicamente sono esclusi dai fondi regionali, ma non li hanno mandati via. Grazie a una convenzione, hanno ottenuto assistenza anche se non fanno più riabilitazione». Nicoletta Verì, coordinatrice sanitaria del Paolo VI, giorni fa, aveva spiegato che i finanziamenti stoppati, secondo la valutazione dell'unità mutidisciplinare della Asl, sono i cosiddetti fuori setting, ovvero fondi non più destinati alla riabilitazione sanitaria ma riservati alle cure socio assistenziali. La Verì chiude invitando alla calma: «Non c'è nessun allarmismo, perché insieme alla Caritas abbiamo trovato le strutture che possono ospitare i ragazzi, nel pieno rispetto delle esigenze di ognuno».
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