Appello ai medici: ora tocca a voi

3 Maggio 2021

Il sindacato chiede alle Asl più organizzazione per le vaccinazioni a domicilio

PESCARA . «Adesso tutti noi dobbiamo dare la nostra disponibilità a vaccinare a domicilio ma le Asl devono semplificarci il lavoro da svolgere». È quanto afferma il responsabile regionale di Intesa Sindacale, Walter Palumbo, in una lettera indirizzata ai medici di medicina generale e per conoscenza alle autorità regionali e ai direttori delle Asl. «Bisogna organizzarsi per contribuire alla riuscita della campagna vaccinale alla quale siamo stati chiamati a partecipare con l’adozione della delibera di giunta del 24 marzo». Un atto regionale, in parte modificato nei giorni scorsi per coinvolgere i medici di medicina generale nel dare un maggiore apporto nei centri vaccinali territoriali, che prevede anche l’impegno di vaccinare i soggetti impossibilitati a lasciare il loro domicilio. Ma per Palumbo le aziende sanitarie devono tenere conto di alcuni aspetti come ad esempio «il giorno della settimana, auspicabili il sabato e la domenica, da dedicare alla vaccinazione», oppure delle difficoltà operative di un medico con mille o più assistiti. Non solo: bisognerebbe valutare il carico burocratico che rischia di dilatare i tempi da dedicare alla vaccinazione e «l’indisponibilità da parte del 50% dei medici di medicina generale abruzzesi di avere personale di studio (segretari e infermieri) che possano aiutarli nello svolgimento della vaccinazione come avviene nei centri vaccinali».
Quindi «si potrebbe predisporre un crono programma per la vaccinazione da parte dei medici di medicina generale, prendendo come riferimento gli ambiti territoriali con un massimo di 10-15 mila assistiti, che vedrebbe in successione in ogni ambito la presenza di un equipaggio del 118», dice il responsabile di Intesa Sindacale, «che porterebbe nell’area stabilita il quantitativo di vaccini rapportato al numero degli assistiti in Adi e Adp che ogni medico di quell’area preleverebbe per vaccinare i propri assistiti. Così i medici coinvolti potrebbero vaccinare in un giorno un buon numero di assistiti, senza dover attendere almeno per 15 minuti eventuali reazioni avverse da somministrazione del vaccino visto che in zona stazionerebbe un equipaggio del 118 a loro garanzia». (a.s.)