Appello dei disabili: dateci una piscina dove allenarci

12 Luglio 2014

La società Orione: «Da due anni siamo senza una sede, gli atleti vengono sbattuti da una parte all’altra dell’Abruzzo». Oggi una 16enne in gara agli Assoluti a Bari

PESCARA. Lo sport nel mondo cammina a passi larghi verso l'incontro alla riduzione delle differenze, mettendo gli atleti disabili nella posizione degna che tutti meritano. Ma a Pescara da due anni gli atleti disabili non hanno una piscina dove allenarsi. Di qui, l’appello della Federazione nuoto paralimpico e della società Orione per ottenere una sede. L’Orione da 32 anni è impegnata ad allenare atleti portatori di necessità speciali e lo fa con grandissime difficoltà, particolarmente dal 2012, da quando ha perso la sede, perché gli è stata tolta la piscina provinciale di Pescara.

Eppure, l' Orione parteciperà oggi a Bari ai campionati nazionali Assoluti estivi portando una sola atleta, Maria de Nicola, 16 anni, di Pescara, che sarà impegnata nella sua specialità, i 50 metri dorso.

«Io ho una famiglia meravigliosa, i miei genitori non lesinano sforzi per aiutarmi ad andare avanti, e vi garantisco che non è per niente facile supportarmi. Penso ai tanti ragazzi che, come me, hanno voglia di praticare sport e non sanno come farlo, perché non ne hanno l'opportunità. Sono costretti a rimanere nell'anonimato, frustrati e delusi. Spero tanto che cambi la realtà di Pescara con attitudini politiche giuste», dice Maria.

La società Orione si è costituita il 20 febbraio del 1982 e ha sempre avuto atleti di importanza nazionale. Vanta per 14 volte il titolo di campione d'Italia, ha partecipato a due Olimpiadi, ai campionati europei di nuoto, a due traversate dello Stretto di Messina e ad altre competizioni sportive. Dei trenta atleti assistiti prima della chiusura, venti continuano a perseverare nello sport, ma sono veramente pochi quelli che affrontano sacrifici e disagi pur di fare della disciplina sportiva un forte supporto per i disabili. «Da due anni gli atleti dell'Orione vengono sbattuti da una provincia all'altra dell'Abruzzo, senza poter avere uno spazio acqua sicuro e adeguato, ridotti a nuotare in orari sempre meno adatti. Ciononostante anche quest'anno siamo riusciti a partecipare alle competizioni nazionali», ribadisce il presidente della società Iacono.

Maria De Nicola ha una famiglia dietro, impegnata a sostenerla e supportarla, ma quanti ragazzi di talento sono costretti a rimanere nell'anonimato, perché per loro non c'è un'alternativa? Bastano la caparbietà di questa ragazzina, il sacrificio della sua famiglia e l'impegno dell'Orione, a spingere i dirigenti regionali a riflettere sulla necessità di disporre una struttura per accogliere i disabili della provincia di Pescara?