Appello per aprire nidi e centri estivi

Regione, il consigliere Di Benedetto sollecita protocolli operativi per le attività educative
L’AQUILA. Riaprire i centri estivi e i nidi d’infanzia privati della regione. A chiederlo è il consigliere regionale, Americo Di Benedetto (Legnini presidente). «Non si può più sottovalutare il problema e non pensare alle enormi conseguenze che ulteriori ritardi potrebbero avere sull’organizzazione delle famiglie e sulla crescita dei bambini, oltre che sui tanti operatori del settore che forniscono da sempre un servizio essenziale alla comunità», afferma Di Benedetto. «Attività insostituibili, non solo per ovviare all’impossibilità di prendersi cura dei propri figli da parte dei genitori lavoratori, costretti a farsi carico a tempo pieno del loro accudimento e della loro istruzione, ma soprattutto per dare continuità ai servizi educativi, a quell’imprescindibile momento relazionale-sociale capace di garantire, ai più piccoli, apprendimenti diversificati, attraverso il vivere in comunità».
Il governo ha previsto la riapertura dei centri estivi, a livello nazionale, a partire dal 15 giugno: le indicazioni si applicano a zone attrezzate con giochi per bambini, nelle aree pubbliche e private, comprese quelle all’interno di strutture ricettive e commerciali.
«È auspicabile», sottolinea Di Benedetto, «che anche l’Abruzzo si uniformi, in tempi stretti, ad altre Regioni virtuose come Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, dotandosi di un protocollo operativo per le attività educative e ludico-ricreative per i bambini e adolescenti, indispensabile per fornire indicazioni, precise e omogenee su tutto il territorio regionale, finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento da adottare per contrastare l’epidemia di Covid-19 nelle strutture. La politica ha il dovere di ragionare e agire con lungimiranza e in prospettiva, tenendo conto non solo del rischio sanitario, con cui dobbiamo abituarci a convivere, ma anche delle criticità educative, pedagogiche e di socializzazione dei minori, che vanno di pari passo con i problemi economici e la necessità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie di appartenenza».
Di Benedetto ricorda l’emendamento, a sua firma, recentemente approvato dal consiglio, «con il quale la Regione, tra le misure contenute nel Cura Abruzzo 2, per sostenere le spese di funzionamento degli operatori nei servizi educativi all’infanzia e nelle scuole paritarie, ha stanziato un contributo di 150 euro per ogni bimbo iscritto all’anno scolastico 2019-2020». (m.p.)
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