Appello per il lavoro perso

8 Novembre 2020

In piazza a Pescara i professionisti di Scienze Motorie bloccati dal decreto

PESCARA. Il diritto al lavoro, un reddito di emergenza e la riforma del settore con un inquadramento giuridico professionale della categoria.
Sono queste le richieste che l'associazione dei professionisti di Scienze Motorie ha illustrato ieri mattina nel corso di una protesta organizzata sotto il palazzo della Regione in piazza Unione a Pescara.
La chiusura degli impianti e lo stop delle attività in seguito al dpcm del 25 ottobre per l’intero settore ha significato anche l'interruzione dell'attività lavorativa: «La nostra richiesta principale è quella di poter tornare a lavorare», spiega la presidente Diana Perino, scesa in piazza insieme al suo vice, Emiliano Valente e al segretario Gianni Pennese.
«Se proprio in questo momento non è possibile vogliamo un reddito di emergenza dato a tutti i lavoratori del settore. Il bonus di 600 euro (portato a 800 per il mese di novembre, ndc) concesso in primavera non è sufficiente perché prevede troppi cavilli e troppe restrizioni, escludendo una buona fetta di potenziali destinatari». Poi prosegue: «Il governo ha imposto rigidi protocolli ai centri sportivi per riaprire dopo la prima ondata: termoscanner, sanificazione, percorsi dedicati, spogliatoi ridotti. Dopo che tutti si sono adeguati, come evidenziato anche dai recenti controlli, hanno fatto chiudere lo stesso. Oltre al danno la beffa».
E va avanti: «Ci serve anche una riforma del settore, che riconosca ai lavoratori un inquadramento giuridico professionale, garanzie, tutela e previdenza. In Italia ci sono oltre 30 facoltà di Scienze Motorie che ogni anno sfornano migliaia di laureati, i quali hanno diritto allo stesso trattamento ricevuto dai colleghi che escono da altri percorsi».
Ma non è tutto: «Chiediamo inoltre l'introduzione della nostra figura all'interno delle scuole primarie e quelle dell'infanzia, dove oggi c'è una scarsissima attenzione per l'attività motoria, a dispetto di quanto statuito nel libro bianco dello sport, che prevede almeno 150 minuti di movimento a settimana per ogni alunno».
I manifestanti hanno inoltre srotolato uno striscione in piazza per richiedere meno precariato, un maggior dialogo con il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che come fanno sapere hanno più volte provato a contattare senza però riuscirci, e la presenza di laureati in Scienze Motorie all'interno di tutte le scuole.