Appello per la chiesa di San Lorenzo

L’edera sta infestando le pareti esterne dell’edificio del 1300
MANOPPELLO. Dopo decenni di abbandono, con i fondi post-sisma '84, il Genio civile avviò i lavori di ripristino strutturale della bellissima chiesa di San Lorenzo, nel centro storico di Manoppello. Ci pensò poi la giunta dell’ex sindaco Gennaro Matarazzo a finanziare le opere di finiture interne, con progetto affidato all’architetto Manuela Di Nardo. L'ultimo intervento, nel 2019, ha consentito la riapertura al pubblico prima che la pandemia ne decretasse la momentanea chiusura.
La particolarità che rende prezioso e raro questo edificio di culto, è data dalla pianta a croce centrale, senza le classiche navate, che ne fa un edificio quasi unico in Abruzzo. La chiesa era parte integrante di un convento costruito nel XIV secolo da Napoleone Orsini, conte di Manoppello. Eppure adesso si guarda con preoccupazione allo stato di abbandono in cui versa l’area circostante il prezioso monumento, tra rifiuti sparsi, erbe infestanti e la recinzione metallica quasi abbattuta dall’incuria. Ciò che preoccupa maggiormente è il rapido proliferare di una specie di pianta di edera rampicante che ricopre quasi tutta la parete nord-ovest della chiesa e che continua ad espandersi. E con il rischio incombente che le micro radici che penetrano tra i giunti delle pietre ne provocano la frantumazione e lo sgretolamento. Chi ci tiene a che la facciata della antica chiesa possa essere bonificata dalle edere infestanti che la coprono e che ne offuscano la autenticità, fa appello alla sensibilità del sindaco Giorgio De Luca e auspica che con l’imminente inizio dei lavori di sistemazione dell’antistante piazza San Francesco, si possa bonificare la facciata della chiesa. (w.te.)

