Appiccano il rogo al negozio, denunciati

Nei guai 52enne e 45enne: per i carabinieri sono stati loro a incendiare l’ortofrutta di un egiziano per motivi di antipatia
PESCARA. Due uomini, uno fermo sul ciglio della strada mentre fuma una sigaretta e l’altro che con un accendino appicca il fuoco a una cassetta di legno lasciata all’esterno del negozio di ortofrutta di via Vespucci, angolo via Vasco de Gama, di proprietà di un 32enne egiziano.
È questo il fotogramma, registrato dalle telecamere a circuito chiuso del negozio, che racconta l’inizio dell’incendio che intorno all’una di ieri notte è divampato nel negozio “Amici del mondo”, con le fiamme che hanno raggiunto i balconi al primo piano dello stesso palazzo scatenando lo scenario infernale in cui si sono ritrovati numerosi residenti, tra il fumo e le fiamme che hanno mandato in frantumi le vetrate del negozio divorandone l’insegna.
È stato l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco a evitare il peggio, mentre i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile avviavano subito le indagini. E intorno alle 9,30 di ieri mattina avevano già individuato il presunto responsabile del rogo. L’hanno intercettato proprio nelle vicinanze del negozio dove dall’alba il titolare stava ripulendo e riorganizzando il locale danneggiato, e non assicurato. Con gli stessi vestiti ripresi dalle telecamere poche ore prima, mentre con l’accendino dava fuoco alla cassetta di legno da cui poi le fiamme si sono propagate, l’uomo si era infatti ripresentato nelle vicinanze dell’ortofrutta, probabilmente per controllare di persona i danni provocati. Non si aspettava di essere individuato dai carabinieri che già avevano setacciato la zona e ristretto il cerchio dei sospettati a persone del quartiere. Dalla comparazione di quelle immagini gli investigatori non hanno avuto dubbi e lo hanno fermato risalendo in poco tempo anche al presunto complice . Si tratta di due pescaresi di 52 e 45 anni, entrambi residenti nella zona di piazza dei Grue, e presumibilmente anche clienti dell’ortofrutta. Essendo scaduti i termini della flagranza, i carabinieri li hanno denunciati per incendio doloso senza arrestarli, ma le indagini proseguono per chiarire le reali cause del rogo. Secondo quanto riferito dai due diretti interessati alla base del gesto ci sarebbero futili motivi che avrebbero scatenato l’antipatia nei confronti del negoziante, peraltro amato e benvoluto da tutto il quartiere. Lui stesso, ha riferito al Centro di non aver avuto «mai problemi con nessuno, mai liti, screzi o minacce. Sono cinque anni che sto qui e non è mai successo niente».
Ma le indagini dei carabinieri della compagnia di Pescara diretta dal capitano Antonio Di Mauro proseguono per escludere definitivamente altre piste ben più gravi dei futili motivi, emersi finora, riconducibili all’antipatia nei confronti del negoziante. Per lui, come ha riferito, un danno - non assicurato - di circa settemila euro tra il bancale di merce che ha dovuto buttare e i danni alle vetrate e ai muri. (s.d.l.)
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