Applausi e ovazioni: il trio “Il Volo” entusiasma Pescara

6 Settembre 2014

Talento, simpatia, giovinezza. Nell'arena pescarese adorante, i tre giovanotti hanno avvinto un pubblico arrivato da tutto l'Abruzzo per godere delle loro bellissime voci

PESCARA. «Sono emozionatissimo, quasi piango. Grazie Pescara, e viva l'Abruzzo». L'abruzzese Gianluca saluta così a inizio serata il teatro D'Annunzio gremito per il terzo concerto italiano de “Il Volo”. Talento, simpatia, giovinezza. Nell'arena pescarese adorante, i tre giovanotti hanno avvinto un pubblico arrivato da tutto l'Abruzzo per godere delle loro bellissime voci. Dopo aver collezionato sold out nel resto del mondo, il trio pop lirico composto dai tenori siciliani Ignazio Boschetto e Piero Barone e dal baritono Gianluca Ginoble, natali a Montepagano di Roseto, finalmente ha potuto piantare la bandierina anche in patria. A luglio con due trionfali serate a Taormina, ieri nella terra di Gianluca.

Accompagnati dall'Orchestra Filarmonia Veneta diretta da Diego Basso e dalla fisarmonica del rosetano Daniele Falasca, i tre golden boys della musica internazionale hanno entusiasmato la platea cantando con classe e passione gli evergreen della canzone italiana, notissimi pezzi tratti da musical e brani operistici, tributando omaggi ai loro idoli. Un repertorio internazionale, cantato in italiano, inglese, spagnolo, tra incessanti applausi e cori. Gianluca, Ignazio e Piero sono partiti in quarta con cavalli di battaglia di Mario Del Monaco e del reuccio Claudio Villa, "Un amore così grande" e "Granada", per passare all'elegante "Tous les visages de l'amour" di Charles Aznavour e alla loro "We are Love". Tributo di Piero Barone a Placido Domingo con "No puede ser", zarzuela di Sorozabal, poi di nuovo con Ignazio e Gianluca per "Caruso" di Lucio Dalla.

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«Questa canzone l'hai cantata la prima volta 35 chili fa»: introdotto così da Piero, Ignazio ha intonato "Quando l'amore diventa poesia", successo sanremese del 1969 di Massimo Ranieri e Orietta Berti. Preludio all'immortale "Io che non vivo" di Pino Donaggio, cantata in trio e col pubblico. Ecco poi "Il canto" di Pavarotti, "Smile" di Charlie Chaplin, la celeberrima "Mamma" di Beniamino Gigli. Accompagnato alla fisarmonica da Falasca, Gianluca Ginoble canta "Anema e core" alla maniera del suo idolo Perry Como. Infine "Torna a Surriento" prima del gran finale con "Il mondo" di Jimmy Fontana e il monumento "'O sole mio".

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