Apre via Falcone, ma è da finire

12 Novembre 2019

Città Sant’Angelo: la strada tra viale Petruzzi e la Lungofino avrà l’asfalto definitivo a primavera

CITTÀ SANT’ANGELO. È stata aperta al traffico ieri via Giovanni Falcone: si tratta dell’ultimo tratto nel dedalo di nuove strade che costituiscono la bretella di collegamento tra viale Petruzzi e la strada Lungofino. Due ulteriori rondò gestiscono gli incroci: all’altezza dell'ingresso principale del Città Sant’Angelo Village, l'outlet della moda che ha finanziato ormai 10 anni fa l'opera, e su via dei Fiori.
L’area di via Giovanni Falcone resterà comunque con la segnaletica di cantiere fino a marzo: il sindaco Matteo Perazzetti ha infatti spiegato che la posa definitiva dell’asfalto sarà fatta in primavera per una migliore riuscita dell’intervento. In questo periodo di transizione, inoltre, la manutenzione resterà in carico alla ditta e si potranno così più facilmente evidenziare eventuali criticità.
Via Giovanni Falcone consente adesso di evitare il passaggio nell’area parcheggio dell'outlet e, anche, di evitare di percorrere per intero viale Petruzzi, andando a impattare nel traffico del centro commerciale Pescara Nord e degli altri parchi commerciali nelle vicinanze. Non manca un percorso ciclopedonale.
La principale alternativa di viabilità, da quando è stata resa a senso unico via Moscarola, era l’utilizzo di via San Martino, via Baiocchi e via Crognale: tre strade residenziali dove la presenza di un importante flusso di traffico è sempre stato vissuto con disagio. Anche per questo si è scelto di accelerare con i tempi: il 12 ottobre sono state aperte via Paolo Borsellino e via Carlo Alberto Dalla Chiesa con altri due rondò, uno dei quali su viale Petruzzi, assieme a un collegamento con l’area parcheggio in via Teramo, che così non è più senza sbocco. Via Dalla Chiesa conduce nella parte più alta dell'area occupata dal Village, andando a servire anche chi deve raggiungere la Rsa Azzurra. L’ultimo tassello è il ripristino del doppio senso in via Moscarola: il finanziamento ci sarebbe ma, tra espropri e piante da spostare, è un’opera la cui realizzazione difficilmente si può considerare imminente.
(p.d.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .