Arancione con indice 1.05 Ma sono 35 i comuni rossi

13 Marzo 2021

Da lunedì scattano nuovi divieti (diversi dal decreto Draghi) nelle aree con più contagi L’analisi di Marsilio: «Gli ospedali sono al limite delle capacità, però il sistema resiste» 

L’Abruzzo rimane a due colori. Il ministero della Salute conferma la permanenza in zona arancione, ma vanno avanti le zone rosse locali, circoscritte alle aree più a rischio. Prorogate, infatti, per parte del territorio, tra cui l’area metropolitana Pescara Chieti, le maggiori restrizioni già in vigore. Per sette comuni che escono dalla zona rossa localizzata, ne entrano otto nuovi: il totale sale così a 35 (vedi articolo in basso). Per le località già interessate dalle regole più rigide, dunque, non cambia nulla, per le altre che si aggiungono le nuove regole scattano a partire da lunedì. L’ordinanza, che sarà in vigore fino a domenica 21 marzo, dispone anche la proroga della chiusura delle scuole di tutto l’Abruzzo fino al 6 aprile compreso.
ZONA ROSSA. Il provvedimento firmato in serata dal governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, non fa che prorogare le restrizioni in vigore già da un mese per l’area metropolitana e altri comuni e, contestualmente, estende quelle misure alle località considerate più a rischio. La decisione è stata presa nel corso della riunione dell’Unità di crisi, che ha analizzato i dati dei contagi sul territorio regionale. Le restrizioni in questione, seppur molto simili, non sono le stesse della zona rossa prevista dal decreto del Governo.
LE REGOLE. La maggior parte delle misure previste nella zona rossa nazionale sono confermate: nei 35 comuni è vietato uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute o necessità. Sono chiusi i negozi, fatta eccezione per quelli di generi alimentari e di prima necessità e per farmacie, tabacchi ed edicole. Chiusi i bar e i ristoranti, ma con la possibilità di vendita con asporto, fino alle 18 per i primi e fino alle 22 per i secondi (comprese le enoteche).
Le maggiori restrizioni introdotte a livello regionale, però, prevedono anche delle differenze rispetto alla zona rossa nazionale. La deroga principale è quella che consente a parrucchieri e centri estetici di rimanere aperti. Per quanto riguarda le visite ad amici o parenti, è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata dello stesso comune, tra le ore 5 e le 22, a un massimo di due persone.
ZONA ARANCIONE. Per i centri che si trovano in zona arancione, valgono le regole previste dai provvedimenti nazionali.
Tra le 5 e le 22 è possibile uscire di casa, ma solo all’interno del territorio comunale. Chi vive nei piccoli comuni (fino a 5.000 abitanti) si può spostare in un raggio di 30 chilometri, anche in altri comuni, senza però poter andare nei capoluoghi di provincia.
Sempre consentiti gli spostamenti per motivi di lavoro, salute e necessità. I negozi sono tutti aperti, mentre ristoranti e bar sono chiusi (con possibilità di asporto). Nel fine settimana sono chiusi i centri commerciali (dove rimangono aperti i negozi di generi alimentari e beni di prima necessità). Si può svolgere sport o attività motoria all’aperto.
IL MONITORAGGIO. Al di là delle restrizioni locali finalizzate a contenere la diffusione del virus nelle aree più a rischio, a prevedere la permanenza del resto della regione in zona arancione è la Cabina di regia nazionale, all’esito del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute, relativo al periodo dal primo al 7 marzo.
Dal report emerge che a fronte di un peggioramento dell’indice Rt (erre con ti), il tasso di riproduzione netto della malattia, che sale a 1,05, migliorano alcuni parametri, come i focolai oppure i nuovi casi, che sono in lieve calo. Restano allarmanti gli indicatori relativi al tasso di occupazione dei posti letto, che sono oltre le soglie limite. La classificazione complessiva di rischio, comunque, passa da “alta” a “moderata”.
ALLARME RICOVERI. Il governatore Marsilio, nell’analizzare la situazione, si sofferma proprio sui ricoveri. «Gli ospedali», dice, «stanno tenendo con difficoltà, stiamo arrivando al limite della capacità, ma il sistema abruzzese sta dimostrando di saper resistere. Alcune regioni hanno dovuto bloccare ogni altro ricovero che non sia Covid, tolte le urgenze e l’Oncologia. L’Abruzzo non ha dovuto fare questo, anche grazie alle zone rosse introdotte preventivamente».
Nel sottolineare che, proprio grazie alle misure adottate per tempo, la regione inizia ad avere «uno scenario compatibile con la zona gialla», il presidente di Regione afferma che «nell’ultima settimana abbiamo registrato, anche nell’area con un’incidenza critica, una prima riduzione. Vuol dire che le misure, anche se lentamente e non con la velocità che servirebbe, stanno funzionando».
L’auspicio è che dalla prossima settimana non sia più necessario «applicare ulteriori restrizioni oltre a quelle previste dalla zona arancione».
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