Ardizzi vuole le dimissioni di Cuzzi

3 Marzo 2015

Confcommercio furiosa per la tassa di soggiorno. Ma il sindaco lo difende

PESCARA. «La cocciutaggine nel portare avanti una proposta sbagliata nel momento sbagliato, come l’introduzione della tassa di soggiorno, ci ha fatto definitivamente capire che l’assessore Cuzzi non è adeguato al ruolo che occupa e ne chiediamo le dimissioni». Con una lettera firmata dal presidente della Confcommercio Ezio Ardizzi, in cui si scaglia contro la proposta della maggioranza di istituire un contributo di un euro per ogni turista che soggiorna negli alberghi pescaresi, l’associazione chiede la testa dell’assessore al Turismo Giacomo Cuzzi (nella foto). Il diretto interessato preferisce non commentare, ma è il sindaco Marco Alessandrini a prenderne le difese e a liquidare la presa di posizione di Ardizzi come «una bordata ad effetto», dato che «nessuno può immaginare di mettere alla porta un assessore al quale il sindaco ha scelto di affidare il compito di attuare un programma di governo scelto dai cittadini».

Aspro l’attacco di Confcommercio: «Non riusciamo a capire», scrive Ardizzi, «come nel pieno di una crisi drammatica, in cui le famiglie sono in difficoltà e i consumi in costante calo, si possa introdurre un ulteriore ostacolo che scoraggi la gente al venire a Pescara. Viene calato dall’alto, senza una strategia condivisa, un ulteriore balzello. La tassa di soggiorno viene percepita negativamente dal cliente e diviene fattore discriminante nelle scelte, specie per destinazioni che non fanno parte del circuito turistico di prima fascia. Non stiamo parlando di città come Roma, Firenze o Venezia: Pescara è una destinazione che si gioca la sua partita su differenze anche minime sul prezzo dell’offerta».

Per Ardizzi, che se la prende con l’inesperienza dei 32 anni di Cuzzi, il contributo da un euro è «una tassa urticosa» che servirebbe a «ripianare il buco in bilancio o a organizzare qualche sporadico concertino capace solo di dare un po’ di lustro personale in cambio di qualche birra venduta e di sporco aggiuntivo per la città».

«L’impegno che con l’assessore Giacomo Cuzzi stiamo portando avanti», ribatte invece il sindaco, «è aumentare l’attrattività della città, soprattutto per turismo e commercio, da alcuni anni in crisi dopo essere stati il motore del dinamismo economico. Un piano per rendere più attrattiva Pescara si fa con gli operatori del settore, come l’assessore ha iniziato a fare, dialogando e concordando le linee di azione. Naturalmente occorrono risorse aggiuntive. La tassa di scopo è un’ipotesi, non è un espediente per organizzare concerti».

Sulla stessa linea anche gli interventi del capogruppo Pd Marco Presutti e del presidente della commissione Commercio Piero Giampietro. «Meraviglia», dice Presutti, «leggere un’intemerata dai toni paternalistici e, si direbbe, padronali. Non si capisce a chi giovi, di certo non al rilancio dell’attrattiva di Pescara. L’ipotesi della tassa di soggiorno corrisponde all’intento di far contribuire al funzionamento della città coloro che, non essendone residenti, la raggiungono per fruire dei suoi servizi». «Avanzare proposte per attirare nuove risorse», sottolinea Giampietro (Pd), «è un diritto e un dovere di chi amministra, specie in un Comune in predissesto finanziario: la novità è che questa proposta è stata discussa con i diretti interessati».

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