Area di risulta, è lite sul progetto «Stop al palazzo della Regione»

Il Pd boccia il piano presentato dal Comune e chiede di convocare subito un consiglio straordinario Ma il sindaco Masci non cambia idea: «Grande occasione per Pescara, non ce la lasceremo sfuggire»
PESCARA. Si accende lo scontro tra maggioranza e opposizione sul progetto della nuova sede della Regione nell’area di risulta. Ieri, il Pd ha convocato gli organi di informazione per ribadire la propria contrarietà all’opera in quel luogo e per annunciare la richiesta della convocazione di un consiglio straordinario sul questa questione. L’obiettivo è quello di bloccare la realizzazione del piano, per il quale Regione e Comune hanno già firmato da circa un mese un protocollo d’intesa. Ma il sindaco ha già detto che non tornerà indietro. «È una grande occasione per la città, non ce la lasceremo sfuggire», ha affermato Carlo Masci.
il progetto Stiamo parlando di un progetto dal costo complessivo di circa 70 milioni di euro che prevede innanzitutto la bonifica dell’area, per 2,8 milioni di euro; un parco centrale di 6 ettari e mezzo, per 3,3 milioni; un parcheggio multipiano per le auto, per 8,1 milioni; parcheggi a raso, strade e un nuovo terminal bus, per 1,9 milioni; e un edificio alto 25 metri con gli uffici della Regione, per una spesa di oltre 50 milioni.
la protesta La contestazione dell’opposizione riguarda esclusivamente la realizzazione della nuova sede della Regione nell’area di risulta. Da qui la richiesta, avanzata ieri dai consiglieri del Pd e delle liste civiche di centrosinistra, di una seduta straordinaria del consiglio comunale. «Gli uffici pescaresi della giunta regionale», hanno detto i consiglieri regionali Antonio Blasioli e Silvio Paolucci (Pd) e quelli comunali Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo (Pd), Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli (lista Per Sclocco sindaco), «vanno accorpati sia per ragioni economiche, che funzionali. Ma la proposta del sindaco Carlo Masci, dei presidenti della giunta regionale Marco Marsilio e del consiglio regionale Lorenzo Sospiri di edificare la sede unica nell’area di risulta è inaccettabile. Per contenere gli uffici regionali di Pescara ci sarebbe bisogno di una superficie di circa 20mila metri quadrati, su cui generare qualcosa come 60mila metri cubi di cemento. Pensare di concentrare questa densità di cemento nel cuore della città vuol dire azzerare le prospettive di realizzare un grande parco centrale». «A fronte di una disponibilità così capiente di risorse economiche», hanno aggiunto, «questo investimento va indirizzato alla realizzazione della nuova sede in un quartiere per il quale questo investimento può rappresentare una svolta, a partire dalla Tiburtina-Villa del Fuoco. Inoltre, concentrare nel cuore della città uffici così imponenti vuol dire spingere verso il centro ulteriori automobili e altro smog».
«non si torna indietro» Ma il sindaco andrà avanti con il progetto. «L’area di risulta è di 13 ettari al centro della città», ha spiegato Masci, «è la zona più facilmente raggiungibile perché c’è la stazione, ci sarà la filovia, ci sono tutti i collegamenti dei mezzi pubblici e la vicinanza con l’Asse attrezzato. Per questo si consuma meno benzina e si producono meno fattori inquinanti. È il posto dove è stato sempre indicato un edificio pubblico e la sede della Regione non toccherà affatto lo spazio destinato al verde dove nascerà il parco più grande della città dopo la Riserva dannunziana. Non si leverà nulla rispetto a quello previsto inizialmente». «Alcuni sostengono che si dovrebbe fare al di fuori della città», ha sottolineato, «ma Milano ha il palazzo regionale a due passi dalla stazione e a Roma sta all’Eur. Anche a Pescara porterà vitalità. Grazie alla sede della Regione non dovremo più realizzare residenziale e commerciale previsti nel piano approvato dal Pd».

