Area di risulta, è scontro: slitta il consiglio

5 Dicembre 2018

I capigruppo non trovano l’accordo sulla convocazione della seduta per l’esame del progetto. Invece il bilancio arriva il 14

PESCARA. Quando tornerà in consiglio comunale il progetto per la riqualificazione delle aree di risulta? Non si sa. Ieri la conferenza dei capigruppo, forse per la prima volta dall’inizio della consiliatura nel 2014, non è riuscita a fissare una data. Troppe le divergenze tra i consiglieri di maggioranza e opposizione e anche all’interno della stessa maggioranza si registrano opinioni diverse. Fatto sta che ieri pomeriggio, i capigruppo hanno dovuto rinviare a domani la riunione per cercare di fissare il giorno, o una serie di giorni, da dedicare all’esame in aula del progetto per le aree di risulta. In compenso, è stata fissata, dal 14 al 20 dicembre, la sessione di bilancio per approvare il rendiconto contabile del prossimo anno con i relativi allegati, come il Piano triennale delle opere pubbliche, i prezzi dei servizi a domanda individuale e le aliquote e le tariffe dei tributi locali. Ma anche queste date potrebbero essere riviste, nel caso in cui si decidesse di dare priorità alle aree di risulta.
Insomma, sembrano non finire mai le difficoltà per il progetto. L’intenzione dell’amministrazione comunale resta quella di far approvare l’apposita delibera in consiglio entro la fine dell’anno, in modo da poter avviare la gara d’appalto europea, per la scelta del privato che dovrà realizzare le opere, prima delle prossime elezioni regionali del 10 febbraio.
In proposito, sono stati chiari il sindaco Marco Alessandrini e il vice sindaco Antonio Blasioli sabato scorso, quando hanno ufficializzato l’accordo raggiunto sulle modifiche da apportare al progetto con le associazioni di categoria Confesercenti, Cna, Confartigianato e Upa-Claai. «Penso che si sia compiuto un percorso importante che apre scenari importanti», ha detto Alessandrini, «voglio ringraziare quanti ai no hanno preferito il dialogo per affrontare tematiche di valenza collettiva così elevata. Non si cambiano in meglio le cose se si dicono solo no. Insieme dobbiamo fare di tutto per rendere attrattiva e gradevole la nostra città, specie quando la riqualificazione della sua area più strategica attende da quarant’anni un progetto in grado di decollare. Ora c’è un treno che passa ed è quello della modernità, non possiamo perderlo».
I riferimenti del sindaco erano indirizzati, quasi certamente, ad un’altra associazione di categoria, la Confcommercio, che continua a criticare il progetto anche alla luce delle modifiche richieste dalle 4 associazioni e oggetto dell’accordo. Modifiche che il presidente Franco Danelli ha definito dei contentini. «Siamo stati etichettati come l’associazione dei no, quando in realtà siamo gli unici che hanno proposto un’alternativa concreta sull’area di risulta», ha fatto presente Danelli, «la verità è che con dei piccoli contentini si vuol mettere a tacere la giusta opposizione dei commercianti veri che non vogliono che la città venga svenduta ai privati, cedendo loro la gestione dei parcheggi del centro cittadino e dell’area di risulta, nonché migliaia di metri quadrati per realizzare in pieno centro nuovi negozi e nuovi appartamenti».
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