Area di risulta, bufera sul piano «Ora si rischia lo stop ai lavori»

6 Dicembre 2022

Il centrosinistra contesta il parere favorevole espresso dal comitato Via al nuovo progetto del Comune «Approvato un documento incompleto, mancava la sede della Regione. C’è il pericolo dei ricorsi»

PESCARA. È bufera sul nuovo progetto di riqualificazione dell’area di risulta. I consiglieri di centrosinistra, ieri, hanno convocato i giornalisti per contestare il parere favorevole espresso qualche giorno fa dal comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) della Regione al piano presentato dal Comune. Il comitato, in sostanza, ha escluso la necessità di sottoporre a valutazione di impatto ambientale il nuovo progetto in quanto le modifiche apportate, contenute nel documento presentato dagli uffici del Comune, non sarebbero rilevanti.
Ma l’opposizione ora parla di «inganno» perché, a suo dire, il Comune avrebbe presentato al comitato Via un progetto incompleto, senza l’indicazione della nuova sede della Regione contenuta invece nella nuova versione del documento. «Il Comune di Pescara», ha detto il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli, «ha deciso di non adottare la procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale, optando per la agile Valutazione preliminare, nonostante le modifiche fossero ben più consistenti rispetto a quelle inserite nel progetto del 2020. Questa scelta abbinata alla particolare fattispecie, ossia la realizzazione della sede della Regione, fa sorgere più di un dubbio». «Il giudizio del comitato Via», ha affermato il consigliere regionale, «ha accolto con tre righe la richiesta del Comune, ma lo ha fatto unicamente in base allo stralcio di un lotto di 10mila metri quadrati su cui verrà realizzata la sede regionale».
«Questo giudizio», hanno fatto presente Blasioli e i consiglieri comunali Piero Giampietro, Marco Presutti, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Giovanni Di Iacovo (Pd), Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli (lista Sclocco sindaco), ci fa riflettere su quattro aspetti. La sede della Regione ha ripercussioni negative. Il comitato ha approvato la valutazione solo per lo stralcio dell’intervento di 10mila metri quadrati e non sulla sede regionale che non risulta oggetto dell’istanza». In questo modo l’organismo regionale non ha preso in considerazione le osservazioni presentate dal centrosinistra e dalle associazioni ambientaliste per contestare quella parte del nuovo progetto, ossia il palazzo della Regione.
Blasioli ha poi aggiunto: «Il consiglio comunale non ha mai votato lo stralcio di quell’area di 10mila metri quadrati e mai l’ha attribuita alla Regione. Ricordo che per trasferire anche un solo metro di terreno occorre il passaggio in consiglio comunale. Dunque, la scheda presentata dal Comune al Via e il giudizio di quest’ultimo non tengono conto della realizzazione della sede della Regione nell’area di risulta». Ora, i consiglieri di centrosinistra denunceranno questa questione al comitato Via nazionale. A loro dire, «la procedura di valutazione ora potrebbe essere impugnata davanti al Tar» con il rischio che possano bloccarsi i lavori appena partiti.
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