Area di risulta, M5S: «Voltafaccia di Masci»

I consiglieri comunali: «Approvato lo stesso progetto che etichettava come scelta scellerata nel 2018»
PESCARA. «La promessa a parole di cambiare radicalmente i piani, rimangiata, nei fatti, con il via libera al progetto di riqualificazione dell’area di risulta che avevano osteggiato». È chiara l’accusa che il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle lancia al sindaco Carlo Masci e ai membri della sua maggioranza. Erika Alessandrini, Paolo Sola, Giampiero Lettere e Massimo Di Renzo tornano sul tema della riqualificazione dell’area di risulta.
Lunedì scorso in Consiglio c’è stato il via libera all’aggiornamento del documento unico di programmazione con l’inserimento del progetto che cambierà il volto dell’area di risulta. Secondo il cronoprogramma, in una decina di giorni verrà pubblicato il bando di gara per l’individuazione del soggetto che realizzerà l’opera, con inizio lavori tra la fine del 2022 e gli inizi del 2023. Nell’area di risulta verrà realizzato un parco centrale da 66 mila metri quadrati con chioschi di servizio; una serra geodetica bioclimatica; fontane; un nuovo terminal bus intermodale; una torre commerciale e residenziale; un corridoio ecologico; parcheggi a silos e interrati con una dotazione complessiva di circa 2.500 posti auto. Sui tetti una pista da sci e snowboard, ispirata al modello Copenaghen e spazi per i droni. Ma i pentastellati non mandano giù il progetto e accusano il sindaco «di aver tradito i suoi elettori e una città intera con il più vergognoso dei voltafaccia. Nel 2018 quando il centrosinistra presentava il progetto di riqualificazione», dicono Alessandrini e Sola, «Carlo Masci, Alfredo Cremonese, Fabrizio Rapposelli, Marcello Antonelli e tanti altri membri di questa maggioranza lo etichettavano come una scelta scellerata, raccoglievano osservazioni contro il progetto e si schieravano con cittadini e commercianti contro la decisione di privatizzare un bene pubblico, promettendo che una volta alla guida del governo cittadino avrebbero stravolto la proposta. E invece hanno fatto esattamente il contrario, approvando una vera e propria mannaia per i cittadini, apportando varianti praticamente inesistenti».
Per il Movimento, rispetto al progetto originario, la maggioranza «è riuscita a ridurre di appena due anni il periodo di gestione della durata di 20 anni da loro fortemente criticata, autorizzando per 18 la privatizzazione di 980 stalli nell’area di risulta e in tutto il quadrilatero centrale, vale a dire tra via Muzii e via Venezia e tra la riviera e corso Vittorio Emanuele», specificano Di Renzo e Lettere.
«Le tariffe giornaliere di 9 euro che definivano insostenibili sono state ridotte del 10 – 15 per cento, portandole intorno ai 7,50 euro».
A suscitare le critiche degli esponenti di minoranza anche la non chiarezza sui mancati introiti di 1 milione e 800 mila euro all’anno circa che il Comune incassa, attualmente dalla gestione degli stalli in centro e che «con la finalizzazione dell’operazione saliranno a un totale di 32 milioni e 400 mila euro, che non sappiamo come verranno compensati. Gli stessi che avevano promesso ai pescaresi di bloccare l’intera operazione una volta preso il governo della città, oggi senza vergogna esultano per aver approvato la proposta del centrosinistra con qualche differenza di dettaglio, dimenticando di inserire anche una progettazione di edifici a vocazione culturale che due anni fa invocavano a gran voce», concludono i 4 consiglieri.
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