Area di risulta, è scontroDi Biase: no al cemento

29 Luglio 2024

L’ex assessore all’Urbanistica boccia parcheggio a silos e sede della Regione «Il Prg dice che l’80% della zona deve essere a verde, sì a 10 ettari di bosco»

PESCARA. «Sull’area di risulta ci vuole un bosco», dice Tommaso Di Biase, ex assessore all’Urbanistica con l’amministrazione D’Alfonso. Di Biase denuncia «due errori madornali» del progetto portato avanti dal centrodestra del sindaco Carlo Masci: «Il primo è la localizzazione del palazzo della Regione all’interno dell’area stessa; il secondo è l’idea di realizzare parcheggi-silos per oltre 2.500 posti auto».
«RISCHIO CEMENTO» È sempre più contestato il progetto per cambiare faccia all’area di risulta, da distesa di asfalto a parco centrale di circa sei ettari: il centrodestra ne parla come la svolta verde per la città; il centrosinistra e le associazioni ambientaliste denunciano il rischio cementificazione. «La somma di queste due scelte, palazzo della Regione e silos», dice Di Biase, «comporta la quasi totale cementificazione dell’area, con la destinazione a verde pubblico di terreni del tutto residuali, oltre alla devastazione del paesaggio urbano dell’intera area. Comporta inoltre l’aumento esponenziale del traffico nel cuore della città, che la renderà più invivibile piuttosto che riqualificarla».
IL PROGETTO DI MASCI L’amministrazione Masci ha già dato il via ai lavori: è in corso la doppia bonifica, bellica e ambientale. Poi partirà il primo lotto dell’intervento: la prima parte del parco da tre ettari sarà pagata dalla fondazione PescarAbruzzo che ha offerto 4 milioni; il silos, poi, costerà 15,9 milioni. «All’interno dei tre ettari del cosiddetto Parco urbano», dice una relazione tecnica allegata al progetto, «non meno di 1,9 ettari di superficie dovranno essere destinati ad ospitare associazioni vegetali arboree nell’intento di costituire una vegetazione forestale». E poi: «Oltre agli 1,9 ettari di Parco urbano destinati a verde arboreo (con vegetazione forestale), la restante parte (per circa 3.000 metri quadrati) potrà essere destinata, a mo’ di ipotetiche chiarie (zone di bosco in cui scarseggiano o mancano del tutto gli alberi), ad ospitare una vegetazione intensiva di pregio». E ancora: «A grandi linee, è stata quindi prevista la realizzazione di una porzione di circa mezzo ettaro da pavimentare – con tecniche e materiali che garantiscano la massima permeabilità possibile della superficie – in corrispondenza, da un lato, dell’ampio spazio circolare (di circa 2.600 metri quadrati) dedicato ad attività sportive (campo), di intrattenimento (arena) e ricettive future (cupola geodetica) e, da un altro, in prossimità degli ingressi/uscite della piastra parcheggio a sud».
«80% A VERDE» Ma, secondo Di Biase, il progetto dell’amministrazione Masci rinnega le scelte del centrodestra risalenti a vent’anni fa, quando fu acquisita l’area di risulta: «Un programma», dice l’ex assessore, «in totale difformità da quanto previsto nell’atto di acquisto dell’area ad opera della giunta Pace-Sospiri nel 2001, che destinava l’80% dell’area a verde pubblico e il restante 20% a servizi pubblici e collettivi. Un vincolo di destinazione condiviso, allora come oggi, da tutti i gruppi consiliari del Comune e dalla maggioranza dei cittadini di Pescara. Vincolo», sottolinea, «ancora presente nel Prg vigente».
«NO AL SILOS» Di Biase fa le sue proposte per il futuro dell’area di risulta: «Per il palazzo della Regione, esistono ipotesi praticabili alternative a quella dell’area di risulta: la periferia ovest di Pescara offre più di una opportunità. Per la sistemazione definitiva dell’area di risulta serve un progetto che preveda: la realizzazione di parcheggi sotterranei (per circa 1.800 massimo 2.000 posti auto) di uso gratuito in sostituzione dei previsti devastanti silos; un grande parco (10 ettari di bosco) con una biblioteca-mediateca, un padiglione per le feste e un giardino botanico; una stazione per i soli bus urbani mentre la stazione per i bus extraurbani può essere decentrata nell’area di cessione dell’intervento denominato LaCity, ancora da completare in prossimità dell’aeroporto».