Area ex Di Properzio, parte la bonifica

10 Maggio 2019

Via Andrea Doria: entro l’estate, via al recupero del sito dell’ex deposito di idrocarburi. L’intervento durerà tre anni

PESCARA. Si sono conclusi positivamente i lavori della conferenza dei servizi per l'approvazione definitiva del progetto di bonifica dell’area dell'ex deposito di idrocarburi della ditta Di Properzio in via Andrea Doria, sul lungofiume sud.
Entro l'estate si darà il via ad uno dei più delicati recuperi di siti inquinati presenti all’interno del territorio cittadino, questo dopo un complesso iter che ha consentito, in un serrato confronto fra Comune, ditta interessata (oggi Sabatino Di Properzio srl), Arta, Asl ed Enti territoriali competenti, la definizione di un progetto di risanamento del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee, indispensabile dopo la rimozione delle strutture fuori terra e parte di quelle interrate, da tempo eseguita.
In questi anni, il sito è stato sottoposto a un costante controllo da parte dell'allora concessionario delle aree (il Comune è proprietario), attraverso un sistema di messa in sicurezza capace di contenere all'interno del sito la contaminazione delle acque sotterranee ed evidenziare tempestivamente situazioni di criticità. Ora potrà ora essere riqualificato, essendo stati completati tutti i passaggi principali previsti dalla procedura e dalla normativa vigente, grazie a un clima di collaborazione instaurato con la ditta e con gli altri soggetti dagli uffici coinvolti. La Conferenza dei servizi, che gli uffici comunali del settore hanno organizzato e gestito, è stata avviata fin dal 2015, con sedute sempre aperte alla cittadinanza. Il progetto di bonifica, i cui costi sono a carico della ditta interessata è articolato in fasi, per una durata totale pari a circa tre anni. La prima fase consisterà nella pulitura del sito con la rimozione degli inerti e dei manufatti presenti in esso per circa 3.000 metri cubi stimati, in parte fuori terra, per la maggior parte interrati. Questa fase durerà circa 13 mesi perché sarà necessario adottare tutta una serie di cautele per la rimozione dei residui di idrocarburi all'interno delle condotte interrate. A valle di questa fase è prevista la restituzione del sito a una quota ribassata di circa mezzo metro. Nella seconda fase è previsto il potenziamento della bonifica delle acque sotterranee, con due impianti di depurazione che lavoreranno in serie: il primo lavorerà sulle sorgenti più contaminate del sito poste nell'area centrale, separando gli oli che costituiranno una prima produzione di rifiuti e che dovranno essere stoccati, classificati e smaltiti. Le acque trattate, ancora con contaminazione residua, verranno quindi convogliate nel secondo impianto di trattamento, a carboni attivi, progettato per lavorare con una portata massima di 10 metri cubi ora. Il progetto di bonifica prevede la realizzazione di ulteriori tre pozzi di emungimento posti al perimetro del sito per impedire che le acque sotterranee possano dirigersi verso il mare e il fiume. Sul posto risultano ancora presenti e funzionanti tre piezometri sentinella realizzati durante la fase di caratterizzazione, che saranno monitorati anche per verificare l'efficacia dell'intervento in corso. (e.r.)