Area vestina, altri 12 infetti L’ospedale di Penne scoppia

20 Marzo 2020

Tra i nuovi casi, una donna di Montebello ricoverata al San Massimo da febbraio Ma in attesa dell’esito dei test sul personale sanitario, scarseggiano i dispositivi

PENNE. Sono 12 i nuovi positivi al coronavirus nell’area vestina: tre a Penne, uno a Loreto Aprutino, due a Collecorvino, uno a Farindola, quattro a Civitella Casanova, uno a Montebello di Bertona. Il primo caso di positività registrato a Montebello di Bertona riguarda una donna ricoverata da febbraio all’ospedale San Massimo di Penne. La donna è probabile sia stata colpita da Covid19 proprio all’interno del San Massimo. «C’è poca comunicazione tra enti e questo non permette a noi sindaci di fare prevenzione, mettendo in quarantena preventiva persone che sono state a contatto con i positivi», afferma il sindaco di Montebello, Gianfranco Macrini.
A Farindola invece i casi ufficiali sono diventati tre: due donne e un uomo, tutti e tre in isolamento domiciliare. La situazione più preoccupante rimane a Penne, dove si sono registrati altri tre casi che fanno salire a 39 i positivi nel capoluogo vestino. All’interno del San Massimo sono 21 i casi accertati: ricoverati in Medicina 2 e, 4, in rianimazione. Si attende anche l’esito dei tamponi effettuati sugli operatori dell’ala chirurgica dove, nei giorni scorsi, sono stati trasferiti tutti i pazienti che erano risultati negativi al test tampone da coronavirus.
La situazione all’ospedale resta comunque critica. In rianimazione gli operatori lavorano allo stremo delle forze e senza dispositivi di protezione individuale. Hanno necessità impellente di avere in dotazione mascherine FFP3, dato che attualmente hanno le FFP che, per alcune tipologie di intervento, non sono idonee. Le tute a protezione ermetica donate tramite la Croce rossa locale all’ospedale di Penne, a seguito di una raccolta fondi, sono arrivate ieri nella farmacia dell’ospedale e nei prossimi giorni saranno distribuite agli operatori. Intanto l’amministrazione comunale, con la polizia municipale ha avviato controlli più rigidi sul territorio. Negli ultimi tre giorni, gli agenti coordinati dal capitano Natalino Matricciani hanno controllato circa 130 persone. Già da oggi l’amministrazione dovrebbe adottare provvedimenti più restrittivi da applicare in città.
Per quanto riguarda Brioni, tramite Confindustria, ha chiesto l’utilizzo di 9 settimane di cassa integrazione. Oggi i sindacati dei lavoratori Brioni faranno un sopralluogo sui siti produttivi di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova per vedere l’avanzamento delle norme attuate per allinearsi al protocollo del 14 marzo. La riapertura per il momento rimane fissata per lunedì 23.