Aree di risulta, il piano rischia il naufragio

30 Ottobre 2018

La giunta prende tempo per cercare di ricompattare la maggioranza spaccata, bloccata la convocazione del consiglio

PESCARA. Non è stato più riconvocato il consiglio comunale per continuare l’esame del progetto per la riqualificazione delle aree di risulta. Sono trascorse due settimane dall’ultima seduta, sospesa su richiesta del sindaco, in seguito alle proteste delle associazioni dei commercianti e di Carrozzine determinate e da allora si è fermato tutto.
La settimana scorsa si era riunita la conferenza dei capigruppo per decidere una nuova data, ma è arrivata la richiesta della giunta di rinviare la convocazione della seduta del consiglio ad oltre il 5 novembre per consentire all’amministrazione di valutare le richieste avanzate dalle associazioni.
Ma, a detta del centrodestra, la realtà sarebbe ben diversa. La maggioranza rischia di non avere in aula i numeri sufficienti per far approvare la delibera. La coalizione appare fortemente divisa sul progetto per la riqualificazione delle aree di risulta e i voti potrebbero non bastare, con il rischio di far naufragare l’amministrazione sul progetto più importante per la città degli ultimi decenni.
Insomma, il centrosinistra sta prendendo tempo per cercare di superare questo impasse politico e raggiungere almeno i 14 voti necessari per garantire l’approvazione della delibera. Voti che, al momento, potrebbero mancare per l’astensione o l’abbandono dell’aula di alcuni consiglieri del Pd e delle liste civiche. Riccardo Padovano, area socialista, ha già detto che voterà contro. Mentre potrebbero astenersi Giuseppe Bruno, della lista dei Liberali, i consiglieri Pd considerati vicino all’ex assessore regionale Donato Di Matteo e quelli della Lista Teodoro, Piernicola Teodoro e Massimiliano Pignoli.
E con il no di Padovano, centrodestra e Movimento 5 Stelle salirebbero a 13 voti contrari, ad un passo dal successo. La bocciatura della delibera, quindi, sarebbe dietro l’angolo e, secondo alcuni, sarebbe proprio questo il motivo che ha indotto il sindaco Marco Alessandrini a richiedere due settimane fa la sospensione della seduta del consiglio prima del voto. Ma la maggioranza non deve affrontare solo questo problema. Dopo aver garantito all’associazione Carrozzine determinate che saranno recepite nel progetto le loro richieste di parcheggi gratis nelle aree di risulta, ora resta da superare lo scoglio più grande, quello dei commercianti. Confcommercio, Confesercenti e le associazioni degli esercenti del centro hanno richiesto modifiche radicali al progetto che, se recepite, azzererebbero di fatto tutto il lavoro svolto finora. Lo studio di fattibilità realizzato a pagamento dalla società Sinloc per la riqualificazione delle aree di risulta diventerebbe carta straccia, così come il progetto preliminare elaborato dagli uffici tecnici.
L’amministrazione comunale ha detto che intende accogliere qualche richiesta dei commercianti dopo l’approvazione della delibera, cioè nella fase successiva delle osservazioni al documento. Ma con le osservazioni non si può modificare più di tanto il progetto e le richieste dei commercianti, se accolte, lo stravolgerebbero totalmente.
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