«Aree di risulta, il progetto non si tocca»

Il sindaco boccia le richieste di modifica dell’opposizione che avverte: la città perderà 30 milioni senza la gestione della sosta
PESCARA. Il progetto per le aree di risulta non si tocca. Questo avvertimento, ieri, è arrivato per due volte alle orecchie dei consiglieri di opposizione e di una parte della coalizione di centrosinistra schierati sullo stesso fronte per far correggere o, addirittura, bloccare il piano per la riqualificazione dei 13 ettari dell’ex stazione centrale. Il primo altolà è arrivato in mattinata, dalla riunione tra maggioranza e opposizione convocata, a margine dell’assemblea civica, proprio per verificare la disponibilità dell’amministrazione comunale a modificare il progetto di fattibilità per l’ex stazione.
MONITO DEL SINDACO. Il secondo no è rimbombato come un’eco nel pomeriggio. Il sindaco Marco Alessandrini ha detto a chiare lettere che non sono possibili compromessi di alcun genere. «La città», ha affermato, «perderà quei 12 milioni stanziati dalla Regione nel Masterplan per la riqualificazione delle aree di risulta, se quei soldi non verranno impegnati entro il prossimo 31 dicembre. Questi fondi non sono rimodulabili». «Non esistono scorciatoie», ha aggiunto il sindaco, «non ci sono alternative a questo progetto, credo che sia meglio questo piuttosto che nulla».
IL VERTICE. Dello stesso avviso il vice sindaco Antonio Blasioli che, in mattinata, ha presieduto la riunione tra i consiglieri di maggioranza e opposizione cui ha preso parte anche il dirigente Giuliano Rossi. «L’amministrazione comunale», ha fatto presente, «ha lavorato per cinque anni su questo progetto spendendoci anche qualche soldino, ora, non possiamo tirarci indietro. Siamo disponibili a fare qualche approfondimento di tipo tecnico, ma non a modificare il progetto. Ricordo che rischiamo di perdere quei 12 milioni messi a disposizione dalla Regione». Di tutt’altro parere l’opposizione. «Non vogliamo perdere i 12 milioni, li vogliamo utilizzare in altro modo», ha affermato Carlo Masci (Pescara futura). «Se la maggioranza non è disponibile a stralciare una parte del progetto è inutile parlarne», ha osservato Marcello Antonelli (Forza Italia). Per la maggioranza ha replicato Ivano Martelli (Sinistra italiana), presidente della commissione Gestione del territorio. «Senza il ricorso ai privati è impossibile fare la riqualificazione», ha avvisato, «il Comune di Pescara non può accendere mutui per fare i lavori, perché è in predissesto e la legge lo impedisce».
«PERDEREMO 30 MILIONI». In aula i consiglieri di opposizione hanno ribadito la loro contrarietà al progetto. «Affidando la gestione dei parcheggi delle aree di risulta e del centro della città ai privati», ha sottolineato Antonelli, «si toglieranno ai pescaresi 1,7 milioni di euro all’anno di mancati incassi per la sosta. Moltiplicando questa cifra per 20 anni, ossia per la durata della convenzione con il privato, si superano i 30 milioni. Questo significa meno soldi per i servizi ai cittadini». «Così condannerete la città alla povertà», ha aggiunto Vincenzo D’Incecco (Lega).
TENSIONE IN AULA. Anche ieri si è assistito ad uno scontro tra le consigliere del Movimento 5 Stelle Enrica Sabatini ed Erika Alessandrini e il presidente del consiglio comunale Francesco Pagnanelli. Tuttavia, non sono volati gli insulti come giovedì scorso. Ma i 5 Stelle non hanno risparmiato attacchi alla maggioranza. «Volete consegnare il centro della città ai privati per 20 anni», ha accusato la Alessandrini, «le tariffe per i parcheggi saranno una stangata».
MAGGIORANZA DIVISA. Perplessità sul progetto anche tra le file della maggioranza. Ieri Giuseppe Bruno (Liberali), presidente della commissione Finanze, ha ribadito la sua contrarietà. «Non è accettabile che la città perda tra i 30 e i 36 milioni di euro per la mancata gestione dei parcheggi per 20 anni», ha fatto notare, «questo significa meno soldi per i servizi, tra cui mense e impianti sportivi. I cittadini saranno costretti a pagare di più di adesso. Propongo di utilizzare i 12 milioni per fare i silos con i parcheggi e per il terminal bus e rinviare ai prossimi anni la realizzazione del parco centrale. Se il progetto resterà così, non lo voterò».
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