Aree di risulta, scontro in aula sul progetto

2 Ottobre 2018

Oltre 500 emendamenti dell’opposizione bloccano il documento. La maggioranza: non ci fermeranno

PESCARA. Si è aperto lo scontro in consiglio comunale sul progetto di fattibilità per le aree di risulta. Ieri mattina, maggioranza e opposizione si sono date battaglia sull’apposita delibera con cui l’amministrazione comunale spera di poter gettare le basi, dopo trent’anni di attesa, per l’avvio della riqualificazione dei 13 ettari dell’ex stazione centrale prima della fine della consiliatura.
Ma il provvedimento è bloccato da oltre 500 emendamenti presentati in gran parte dal Movimento 5 Stelle e il resto dal centrodestra. Ieri, l’aula è riuscita ad esaminarne solo una ventina e per questo sono state già convocate altre sedute per oggi, domani, giovedì e venerdì prossimi, in vista dei tempi lunghi per l’approvazione.
Ieri, intanto, si è assistito ad un duro botta e risposta tra maggioranza e opposizione. «L’iter di questo progetto è stato avviato troppo tardi», ha detto Marcello Antonelli (Forza Italia), «per il bene della città si ritiri la delibera per evitare di congelare i 12 milioni di euro stanziati dalla Regione per il Masterplan». «Il problema», ha aggiunto Vincenzo D’Incecco (Lega), «è che è stata sbagliata la tempistica. Questo progetto è stato portato alla fine della consiliatura, i tempi non vi permetteranno di eludere questo percorso. Approvando questa delibera metterete il cappio alla prossima amministrazione, che si troverà una procedura già aperta e sarà impossibile utilizzare in altro modo i 12 milioni della Regione». «Già l’allora sindaco D’Alfonso aveva tentato di cedere per vent’anni a un privato il centro della città, ma era stato bloccato dal Tar», ha ricordato Carlo Masci (Pescara futura), «oggi l’attuale giunta sta facendo la stessa cosa. La prossima amministrazione cancellerà tutto quello che avete fatto per le aree di risulta e per il mercatino etnico». «Questo progetto è stato bocciato dalla gran parte dei cittadini», ha osservato Erika Alessandrini, «non è vero che è l’unico possibile».
Pronta la replica della maggioranza. «L’unica amministrazione che riuscirà a fare qualcosa dopo tanti anni per le aree di risulta è questa», ha sottolineato Ivano Martelli (Sinistra italiana), «il centrodestra in passato non ha fatto nulla». «Questo progetto è l’unico possibile, se lo ostacolate non avrete altre alternative», ha concluso Marco Presutti (Pd). (a.ben.)
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