Aria, mare e depuratori: bufera sui dati pubblicati

5 Agosto 2016

Dopo gli errori sugli scarichi, scoppia il caso delle rilevazioni fantasma dello smog I balneatori minacciano azioni legali. Il Pd: subito la riorganizzazione dell’Agenzia

PESCARA. Dopo gli errori commessi nella pubblicazione delle analisi sui depuratori, l’Arta è finita nella bufera. La Sib, l’associazione dei balneatori della Confcommercio, annuncia che sta valutando la possibilità di chiedere i danni all’Agenzia regionale per l’ambiente. Mentre il Pd chiede addirittura una riorganizzazione totale della struttura, con il cambio dei vertici al comando.

Ma ora sono anche gli enti locali, che ricevono quotidianamente i dati dall’Arta, guidata dal direttore Mario Amicone e in base a questi devono decidere se vietare la balneazione o chiudere alcune strade al traffico, a mettere in dubbio l’affidabilità dell’Agenzia regionale. Agenzia che sembra andata in letargo in questo periodo estivo. Persino i dati registrati dalle centraline per lo smog vengono trasmessi in ritardo sul sito dell’Arta. Gli ultimi valori risalgono addirittura al 21 luglio scorso. Questo significa che da 13 giorni i cittadini non sono più al corrente della qualità dell’aria che respirano.

Gli ambientalisti lamentano, inoltre, la pubblicazione in ritardo anche delle analisi relative al mare e al fiume. Quelle del fiume, tuttavia, non vengono più diffuse dal 17 maggio scorso per il fatto che è scaduta la convenzione con Comune e Capitaneria di porto che prevedeva controlli ogni 15 giorni nel periodo invernale.

Ma il caso più eclatante che ha scatenato una polemica senza precedenti nei confronti dell’Arta è stato l’errore nella diffusione sul sito dei valori relativi agli scarichi provenienti dai depuratori di tutto l’Abruzzo. Dopo la pubblicazione di questi dati da parte degli organi di informazione, martedì scorso, l’Agenzia per l’ambiente si è accorta che quei valori erano sbagliati. E invece di segnalare l’errore direttamente a giornali e tv, ha pubblicato sul suo sito un breve comunicato in cui avvertiva che era in corso una verifica, da parte dei tecnici, dei dati errati. «L’errore», si legge nella nota, «si è verificato in sede di trasmissione degli stessi per lo spostamento di colonne di file». «A verifica ultimata», concludeva il comunicato, «si procederà a pubblicare la versione corretta». Verifica, probabilmente, non ancora completata visto che fino a ieri non erano stati ancora pubblicati i dati corretti.

Il primo che ha gridato allo scandalo è stato il Forum dei movimenti dell’acqua, che si era basato proprio su quei dati dei depuratori, risultati poi errati, per lanciare un allarme sull’idoneità degli impianti di depurazione. Sarcastica la nota diffusa dagli ambientalisti. «Alla lettura del comunicato dell’Arta sulla diffusione, da parte dell’Agenzia, di dati errati sugli scarichi dei depuratori», hanno scritto, «diversi attivisti del Forum sono rimasti offesi. Cosa è accaduto? Gli sono semplicemente cadute le braccia». Lo stesso Forum ha poi rivelato un precedente episodio, accaduto nel 2015, in cui l’Arta aveva pubblicato dati incompleti sempre sui depuratori e aveva comunicato il fatto solo dopo la diffusione di un dossier sull’argomento da parte del movimento ambientalista.

Ben più pesante la nota trasmessa ieri dal presidente della Sib Confcommercio Riccardo Padovano. «La vicenda dei dati diffusi dall’Arta circa il cattivo funzionamento del depuratore di Pescara, rivelatisi sbagliati», ha affermato, «è paradossale. Ci troviamo di fronte all’ennesimo episodio nel quale un ente preposto alle analisi di dati importantissimi sulla qualità delle acque commette un errore di superficialità con conseguenti danni al turismo balneare. Valuteremo per questo eventuali azioni legali». Una richiesta, seppur implicita di dimissioni dei responsabili dell’Arta, arriva invece dal Pd. «Un’istituzione come l’Arta», ha osservato il segretario cittadino Moreno Di Pietrantonio, «deve essere un’istituzione credibile capace di garantire le misurazioni sulla qualità della acque e dell’aria e di informare la collettività. Dopo gli errori commessi, crediamo che sia necessario che venga riorganizzata per poter garantire il suo compito istituzionale».

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